Inaugurazione di ponte della Priula: «Sul ponte di Vidor c’è il silenzio assoluto»

Andrea Zanoni, consigliere regionale del Partito Democratico, sollecita un intervento delle istituzioni

Il ponte di Vidor

«Non vorrei smorzare gli entusiasmi di Toninelli e Zaia in occasione di un taglio del nastro, cosa che al nostro governatore riesce sempre benissimo. Mi limito a ricordare che oltre al ponte della Priula ce n’è un altro che desta molta preoccupazione e su cui finora è stato fatto poco o niente: quello di Vidor». È quanto afferma Andrea Zanoni, consigliere regionale del Partito Democratico sollecitando un intervento delle istituzioni. «È una situazione che desta molta preoccupazione. Finalmente, dopo sette mesi di silenzio, quindici giorni fa sono stati installati i sensori di rilevamento del rischio statico che comunicano in diretta i dati ad Anas. Questo ponte è un ammalato cronico, un’infrastruttura su cui ogni giorno transitano almeno 23mila veicoli, di cui 4mila sono mezzi pesanti, come avevo ricordato nell’ultima interrogazione presentata lo scorso maggio. La manutenzione straordinaria non può più attendere, anche perché sul progetto del nuovo ponte sul Piave, per il quale ormai nel 2013 era stato sottoscritto un protocollo d’intesa tra Regione, Provincia, Comune e Veneto Strade, è calato il silenzio più assoluto e in un momento di ‘lacrime e sangue’ come l’attuale, è difficile pensare a grosse novità».

«Il silenzio - insiste il consigliere Zanoni - riguarda in realtà tutta la partita delle manutenzioni di ponti, strade e cavalcavia. All’indomani della tragedia di Genova, lo scorso 14 agosto, avevamo presentato un’interrogazione che mi vedeva come primo firmatario esottoscritta dall’intero gruppo, chiedendo quali misure avesse preso la Regione per garantire la sicurezza e prevenire le tragedie: ancora non abbiamo ricevuto alcuna risposta. La Giunta, con l’assessore De Berti, si è limitata a portare un fogliettino con i cantieri previsti in Veneto senza scendere nei dettagli. Le certezze sono due, in quell’elenco non è presente il ponte di Vidor e i dati della Regione sono diversi da quelli dell’amministratore delegato di Veneto Strade, che parla di un impegno per 14 ponti anziché 20 come affermato dall’assessore alle infrastrutture. Ed entrambe non sono buone notizie. Purtroppo stiamo pagando un prezzo salatissimo al folle drenaggio di fondi pubblici da parte della Superstrada Pedemontana Veneta che di conseguenza lascia a secco il resto dei territori».

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