Ponzano, revocata la convenzione sociale: il sindaco risponde alle polemiche

Antonello Baseggio spiega la decisione presa dal consiglio comunale di Ponzano affermando che la scelta di revocare la convenzione è stata presa in accordo con gli altri Comuni

Antonello Baseggio (Foto d'archivio)

Nella seduta di mercoledì 24 luglio, il consiglio comunale di Ponzano Veneto, ha deciso di revocare la Convenzione dei Servizi Associati tra i comuni di Carbonera, Breda, Maserada, Povegliano e Villorba. «Contrariamente alle speculazioni date da informazioni parziali (volute probabilmente da qualche altro ambito politico) non è il comune di Ponzano a far decadere la convenzione ma lo sono ben 4 soggetti sui 6 proponenti» commenta il sindaco Antonello Baseggio.

Maserada procederà alla revoca nel consiglio del 30 luglio e Carbonera farà altrettanto il 31. «Povegliano invece - continua Baseggio - come comunicatomi personalmente dal sindaco Rino Manzan, che ha voluto esprimermi anche  la sua solidarietà in merito agli attacchi speculativi di questi giorni, non procederà proprio alla ratifica. Per la pace delle minoranze e delle diverse sigle sindacali, che si erano pesantemente espresse contro il comune di Ponzano Veneto e contro l'amministrazione ed il suo sindaco, non posso che dichiarare ciò che ho fatto nella seduta del consiglio stesso, ossia quello di rasserenare gli animi promettendo il più ampio impegno a realizzare progetti sociali innovativi e a produrre un miglior legame tra cittadini e servizi stessi. La convenzione sarebbe stata sicuramente un freno per il nostro programma elettorale e un intralcio per la prima modifica sugli orari degli uffici che l'amministrazione attuale ha intenzione di realizzare, ossia quello di tornare ad avere alcuni uffici comunali aperti il sabato mattina per permettere ai cittadini una più ampia fruibilità degli uffici e dei servizi stessi. Nel dettaglio i punti che hanno portato l'intera amministrazione, ed in primis il vicesindaco e segretario politico Michele Favaro e l'assessore di reparto Maria Teresa Geromin, a chiederne la revoca sono i stessi punti che il sottoscritto aveva ampiamente analizzato e criticato da consigliere di minoranza della compagine di "Progetto IN Comune".

Un possibile e certo danno erariale sarebbe accaduto stante l'articolo 11 che avrebbe fatto mettere a disposizione e a titolo gratuito agli altri comuni della convenzione i beni, il personale, i mezzi e le attrezzature ivi compresi gli oneri delle manutenzioni. L'orario di sportello del comune si sarebbe ridotto in quanto l'impiegato amministrativo sarebbe dovuto andare a Villorba a prestare il proprio servizio per diverse ore, utilizzando tra l'altro un mezzo comunale come previsto dall'ordinamento legislativo degli Enti Locali. Le nostre due assistenti sociali sarebbero state messe in rete con le altre ma avrebbero dovuto di fatto turnarsi per coprire le ferie delle colleghe che sono in numero insufficente rispetto ai bisogni degli altri comuni. La quantificazione annuale delle spese non era ancora chiara e nemmeno definita e non aveva nemmeno il pieno parere tecnico contabile del Dipartimento Economico e Finanziario. Inoltre la spesa che sarebbe stata sostenuta avrebbe tolto risorse al capitolo comunale in seno al persoanle e alle assunzioni costringendoci a non attuare il piano di assunzione che questa Amministarzione si è prefissata. Non era chiara la gestione della privacy, della consivisione delle cartelle personali degli utenti ne tanto meno la modulistica considerando che il gestionale utilizzato di comuni è diverso. I tanto conclamati fondi regionali (sempre più contenuti e sempre meno certi visto l'orientamento nazionale del non contribuire al sostegno delle fusioni comunali) sarebbero serviti semplicemnte per far comprare ai comuni un unico software corrispondente a quello posseduto dal nostro comune. Il Protocollo Operativo - conclude Baseggio - sarebbe dovuto essere stato redatto prima della convenzione ma così non è stato. Insomma nulla ci poteva portare all'accoglimento proposto dalla minoranza di ritirare o sospendere il punto. A dirla tutta il segretario politico della Lega Nord Michele Favaro in qualità di vicesindaco ha cercato in questi giorni in tutti i modi di spiegare la decisione al collega sindaco di Villorba, comune capo fila, ma il tutto non ha portato a nessun avvicinamento. Nel concludere questo mio intervento a nome di tutti i Consiglieri di maggioranza e degli Assessori mi sento in dovere di chiedere scusa per le parole che la minoranza, a voce del capo Gruppo Mario Sanson, sono state rivolte in maniera offensiva ed indecorosa verso i nostri dipendenti comunali».

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