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Il Canal si scaglia contro le prediche ai funerali

Lo youtuber di Farra di Soligo lancia la polemica e arriva puntuale la replica della Diocesi

 

«A mio avviso, le raccomandazioni del giovane “youtuber” sono in gran parte ormai “patrimonio” della predicazione comune dei nostri parroci -scrive il direttore del settimanale Diocesano L'Azione, don Alessio Magoga- Forse qualcuno potrebbe quasi dire il contrario e cioè che si parli oggi fin troppo poco del “peccato” e ancora meno del “timor di Dio” (come alcuni cattolici non mancano di rimproverarci)! In ogni caso, il fatto che la fede cristiana, nel momento della morte, debba insistere sulla dimensione del perdono, più che sul peccato, e sulla verità dell’amore di Dio, più che su sentimenti di paura, mi trova fondamentalmente d’accordo”. “Ancora, come suggerisce “Il Canal”, è vero che nella maggior parte dei casi accompagniamo al campo santo persone che “hanno fatto meglio che hanno potuto” (parole sue). L’espressione non deve essere presa in un senso restrittivo o svalutante, ma in quello più ampio e bello: “Ce l’hanno messa tutta per dare il meglio di sé”. A volte con esiti esemplari e edificanti. Altre volte, in mezzo a contraddizioni e fragilità, non riuscendo a raggiungere appieno il vero obiettivo. Per questo, alla fine della vita, è bene essere misericordiosi e imparare da Dio e dal suo sguardo benevolo e riconciliante. Noi al loro posto cosa avremmo fatto? Avremmo fatto meglio? E che dire del clima mesto che si respira in questi momenti? Durante i funerali sembrano non trasparire mai sentimenti di gioia: cosa comprensibile, in realtà, perché – soprattutto quando si tratta di una persona cara – si sente tutto il dolore, a volte lacerante, del distacco e dell’assenza di chi si è amato. Tuttavia, se crediamo alla resurrezione, un po’ di conforto e un po’ di gioia dovrebbero venirci in soccorso, grazie alla fede in un Dio che accoglie i suoi figli, soprattutto nel momento della morte».

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