XXXVI Premio Gambrinus Giuseppe Mazzotti: il Super Premio va al padovano Tasinato

Don Luigi Ciotti, tornato nel suo Veneto per ritirare il Premio Honoris Causa, riferendosi alla devastazione che ha colpito la regione nelle scorse settimane ha detto: “Disastri ambientali e disastri sociali sono due facce della stessa medaglia, dobbiamo ritrovare il senso del noi per poter ristabilire una connessione con la natura”

In occasione della cerimonia finale della XXXVI edizione del Premio Gambrinus “Giuseppe Mazzotti”, sabato al Parco Gambrinus di San Polo di Piave, sono stati assegnati due premi speciali: con votazione e spoglio in diretta la Giuria dei 40 lettori ha assegnato a Alessandro Tasinato, già vincitore nella sezione Ecologia e paesaggio (18 voti su 40, seconda Francesca Gallo con 14 voti e terzo Manolo con 8), il Super Premio “La Voce dei Lettori” del valore di 3000,00 euro, mentre il Premio Honoris Causa è stato consegnato a don Luigi Ciotti che, tornato nel suo Veneto flagellato dalle recenti eccezionali piogge, approfitterà per andare vedere di persona il disastro che ha coinvolto le amate Dolomiti (è nativo di Pieve di Cadore, Belluno).

Vince, assieme all’opera d’esordio di Tasinato, una lettura e una visione dell’ambiente fluviale attuale, ma soprattutto necessaria: “Serve – ha sottolineato l’autore - ripristinare lo sguardo, creare consapevolezza, capacità di contestualizzare le parole, ed è quello che poi ho fatto con il mio libro. Senza questo passaggio non può esserci una visione né una progettazione per il futuro”. I fiumi delle regioni del Nordest sono stati tristemente protagonisti della cronaca nelle scorse settimane, alcuni di essi sono esondati seminando distruzione e costringendo molte famiglie a lasciare le proprie case in golena, ed è un fiume anche il coprotagonista del romanzo del ricercatore padovano: la sua indagine narrativa che ha come cuore la Rabiosa (oggi Fratta - Gorzone), il fiume mortalmente inquinato dal distretto conciario di Chiampo Arzignano e poi interessato dal cantiere dell'Autostrada Valdastico Sud.

Nel corso della serata è stato assegnato anche il Premio speciale della Giuria all’opera “Agneléze Erèra Pizzòcco. Monti della destra Mis” a cura di Pietro Sommavilla e Paolo Bonetti (Fondazione Giovanni Angelini – Centro Studi sulla Montagna). L’altro grande protagonista di questa edizione del Premio Gambrinus “Giuseppe Mazzotti” è stato don Luigi Ciotti, prete di origine cadorina, combattente in prima linea contro tutte le mafie, fondatore del “Gruppo Abele” e ideatore di “Libera”, destinatario del Premio Honoris Causa per il suo impegno verso l’ambiente. “Torno sempre volentieri nel mio Veneto, – ha esordito il sacerdote – le montagne sono le mie radici, sono orgoglioso di dire sempre, ovunque vada nel mondo, che sono nato sulle Dolomiti, che mi hanno regalato un desiderio di infinito che porto sempre nel cuore. Oggi sono profondamente ferite e hanno bisogno dell’impegno di tutti noi. Disastri ambientali e la disastri sociali sono due facce della stessa medaglia, come ha scritto Papa Francesco nell’enciclica Laudato sì, e sono la conseguenza della nostra disattenzione per il pianeta e per l’uomo”.

Ha anticipato la finale, alle 16 nella Galleria del Parco Gambrinus, l’inaugurazione della mostra fotografica “Luoghi di vita e d'Arte di Arturo Martini a Vado Ligure, Savona e Albisola Mare” a cura di Ester Nichele e Alberto Leoncini, dedicata al celebre scultore amico di Giuseppe Mazzotti, e nell’Auditorium Parco Gambrinus si è svolta la speciale emissione del XIII annullo postale su 11 cartoline che richiamano le opere vincitrici della XXXVI edizione 2018 e della precedente XX edizione 2002, una Iniziativa promossa in collaborazione con il Gruppo Filatelici di Montagna del Club Alpino Italiano (C.A.I.) Sezione “Luigi Rizzardi” Auronzo di Cadore.

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