Premio Giuseppe Mazzotti Juniores: tre studenti trevigiani sul podio

Il concorso ha visto i giovani del Liceo artistico Munari di Vittorio Veneto e del Liceo scientifico Da Vinci, trionfare con ben tre riconoscimenti sui cinque assegnati

Chiara Meneghetti

Podio trevigiano per il Premio Giuseppe Mazzotti Juniores, premio cadetto dello storico riconoscimento Premio Gambrinus “Giuseppe Mazzotti” sostenuto da Montura e rivolto agli studenti degli istituti superiori di Triveneto, Slovenia e Croazia: la XII edizione, che si è conclusa oggi, sabato 19 ottobre con la cerimonia a Palazzo dei Trecento a Treviso, ha visto trionfare nella sezione Letteraria Michele Pieretti, della classe V B del Liceo Artistico Statale “Bruno Munari” di Vittorio Veneto con “Rondini a settembre” (primo classificato) e Chiara Meneghetti della classe IV C dello stesso liceo con “I bagliori riflessi” (terza classificata, mentre al secondo posto si piazza Beatrice Moretto del Dal Piaz di Feltre), nella sezione Video invece Francesco Giacomo Bozzoni della classe V H del Liceo Scientifico “Leonardo Da Vinci” di Treviso si è aggiudicato la medaglia d’argento con “Un bicchiere d’acqua”. Nella sezione Letteraria si è inoltre classificata seconda Beatrice Moretta della III AL del Liceo Scientifico “Giorgio Dal Piaz” di Feltre (Belluno) con “Una cima per la vita”, mentre il gradino più alto del podio per la sezione Video è stato raggiunto dal gruppo Social Guys della II Liceo Scientifico - Scuola Ladina di Fassa di San Giovanni di Fassa (Trento) con “Solo meno soli”.

I ragazzi quest’anno hanno sviluppato in uno scritto o in un video il tema “Un viaggio non comincia con la partenza, ma molto prima” elaborandolo ciascuno secondo la propria sensibilità. Così nella sezione Letteraria hanno preso forma viaggi diversi e toccanti, come quello sofferto del migrante visto con gli occhi e le emozioni di Chiara Meneghetti, che ne ha saputo cogliere le attese, le paure e il dolore; tutto interiore invece il percorso che avvicina un nipote al nonno, fatto di ricordi e emozioni, e che trova forma nelle parole di Beatrice Moretta. È un itinerario dell’anima anche quello raccontato da Michele Pieretti, terzo classificato, che tratteggia i desideri di un anziano che lascia la montagna, unica casa che conosce, per realizzare il suo più grande desiderio, quello di vedere il mare.

Metaforici i percorsi scelti dai due vincitori della sezione Video, con i Social Guys trentini che hanno scelto l’efficacia di un linguaggio semplice per raccontare la ricerca di sé attraverso il rapporto con gli altri, pur nel trambusto che le l’adolescenza genera; il Tempo con la t maiuscola è invece il protagonista del lavoro surrealista presentato da Francesco Giacomo Bazzoni, che ha saputo rendere curiosa e stimolante la narrazione del rapporto di ciascuno di noi con lo scorrere della vita.

La cerimonia di premiazione di sabato è stata accompagnata dal talento musicale del Quartetto Palladiano, e dalla presenza di due testimonial d’eccezione: Gholam Najafi, scrittore afghano di 27 anni fuggito dal proprio paese quando ancora era minorenne e che oggi vive a Venezia, autore di due libri, “Il mio Afghanistan” e “Il tappeto Afghano” (Edizioni La Meridiana, 2019), e Giovanni Onore, frate marianista entomologo ed ecologo piemontese che ha compiuto un viaggio che è diventato scelta di vita, in Ecuador, dove coordina la Riserva Otonga, oltre duemila ettari di foresta primaria in Amazzonia che rappresentano una delle aree dalla  biodiversità più elevata al mondo  e presiede la Fundacion Otonga, che ha come obiettivo la salvaguardia del polmone verde sudamericano dalla deforestazione.

Profugo, clandestino, immigrato: Najafi ha condiviso con i ragazzi l’esperienza della sua fuga disperata, aggrappato al vano motore di un camion, per lasciarsi alle spalle un paese devastato e una guerra infinita. Il suo è stato un viaggio silenzioso, forzato, rischioso, come quello che ogni giorno moltissime persone compiono per arrivare in Italia. “Non abbiamo scelto di partire, - ha ripetuto - abbiamo dovuto. Lasciateci ricostruire una storia nuova. Un futuro senza incubi e senza disperazione”, un futuro migliore che per lui è diventato realtà grazie alla famiglia che lo ha accolto e che lo ha aiutato a laurearsi in Lingua e letteratura araba-persiana all’Università degli Studi Ca’ Foscari di Venezia e a specializzarsi poi in Lingua, politica ed economia dei paesi arabi.

Di tutt’altra cifra il viaggio di Giovanni Onore che dal 1998 si dedica a preservare il popolo nativo e alla salvaguardia della natura in Ecuador. Il suo impegno è da sempre rivolto alla regione amazzonica, una degli ambienti oggi più devastati del pianeta e preda degli appetiti economici delle grandi nazioni. “I miei superiori, quando sono partito, mi hanno dato un calcio – ricorda l’entomologo - mandandomi in orbita, in un continente che per me era sconosciuto, ma quel cambiamento si è trasformato in un viaggio astrale, dettato dall’obbedienza e voluto dalla provvidenza. Una volta esaurita la spinta iniziale, ci ho messo io il motore e mi sono impegnato ancora più a fondo, perché dall’alto si possono vedere foreste che bruciano, ma anche cuori che palpitano”. La cerimonia è stata come di consueto l’occasione per lanciare la nuova edizione 2019 - 2020, la XIII: il cui tema sarà l’artigiano nella sua originalità, unicità, creatività.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Tragedia al ritorno dalla discoteca, Alberto Antonello positivo alla cannabis

  • Donna viene investita da un'auto e muore: è caccia al pirata della strada

  • Troppo grande la sofferenza per la malattia: ex assessore comunale si toglie la vita

  • Scopre di avere un tumore, maestra d'asilo muore 5 giorni dopo

  • Travolto dal suo furgone mentre lo sta caricando, muore ambulante

  • Si era dato fuoco di fronte al "Per Bacco", muore dopo cinque giorni di agonia

Torna su
TrevisoToday è in caricamento