Case Ater, dalla Marca arriva il progetto per migliorare la vita agli anziani

A quasi 5 anni dall'avvio del progetto Health@Home, si tirano le somme. Bilancio più che positivo grazie alla collaborazione tra Ater e le 8 famiglie di anziani residenti a Oderzo

Un gruppo di residenti all'ingresso di un alloggio Ater

Il progetto "Health@Home", avviato nel 2014, si è concluso in questi giorni con la sperimentazione negli alloggi Ater di Oderzo raggiungendo l’obiettivo che si era prefissato: individuare, attraverso sensori non invasivi installati negli appartamenti, quali servizi innovativi attivare per migliorare la qualità di vita delle persone anziane.

Questi servizi vengono identificati analizzando i dati raccolti dalle case (con sensori domotici e biomedicali installati nelle case degli utenti) attraverso avanzati algoritmi di processamento dati in grado di apprendere in automatico (Machine Learning). Attraverso la sperimentazione, che ha impegnato gli inquilini Ater per un anno, sono state registrate le variazioni nello stile di vita dell’utente anziano tramite dei sensori domotici. Inoltre, per mezzo di sensori biomedicali sono state censite le modifiche dei parametri comportamentali e fisiologici attraverso la verifica periodica dello stato di salute. Riconoscendo appunto le variazioni dei singoli profili, è possibile in prospettiva offrire agli utenti servizi personalizzati che permettono di migliorare la loro qualità di vita. Questo risultato è stato validato dai ricercatori UnivPM tramite questionari fatti agli inquilini nella fase conclusiva del progetto. I servizi che si possono fornire agli utenti in seguito a questa analisi sono prevalentemente di tipo sociosanitario, ma possono anche riguardare la manutenzione delle case, il catering di cibo e medicinali, etc.

La potenziale sostenibilità economica si basa sui costi sempre più bassi delle nuove tecnologie a vantaggio di persone o famiglie con specifiche o riconosciute difficoltà al fine di garantire maggiore autonomia all’interno dell’ambiente domestico. Il progetto, in prima fase, ha verificato la funzionalità della rete di sensori integrata negli impianti domestici e negli elettrodomestici, realizzata per un contesto residenziale e caratterizzata da dispositivi già sviluppati per migliorare l’efficienza energetica degli edifici. Le famiglie coinvolte nella sperimentazione hanno mostrato un eccezionale spirito di collaborazione, dichiarandosi fiere di poter partecipare ad uno studio innovativo che potrà giovare alle generazioni future. «E’ un progetto ambizioso che sono molto soddisfatto di aver sostenuto - afferma il presidente dell’Ater di Treviso, Luca Barattin – ed il merito va dato anche agli inquilini per la loro fattiva e preziosa collaborazione. E’ una soddisfazione poter affermare che anche grazie al contributo dell’Ater di Treviso si potranno progettare servizi innovativi che andranno concretamente a migliorare in futuro la vita quotidiana delle persone anziane». Il responsabile scientifico della sperimentazione a Oderzo, Gian Marco Revel dell’Università Politecnica delle Marche commenta con queste parole la fine del progetto: «I risultati della sperimentazione ci mostrano potenzialità interessanti sia da un punto di vista scientifico che sociale e ci spingono a continuare la ricerca al di là del progetto, portando in Europa su scale più grandi la conoscenza sviluppata. Il poter contribuire a identificare le necessità delle persone nelle loro case senza “disturbarle” e senza invadere la privacy è una prospettiva di grande rilievo. Per il nostro gruppo di ricerca è senz'altro stata un’esperienza molto importante, anche dal punto di vista umano».

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