Il nipote di Nazario Sauro ai giovani: «Imparate a difendere la Patria»

Al teatro Da Ponte l'incontro con gli studenti. Venerdì alle 21 nel duomo di Serravalle l’esecuzione del Requiem di Mozart in memoria dei morti di tutte le guerre

In foto Romano Sauro, nipote di Nazario

Romano Sauro, nipote di Nazario eroe della Grande Guerra, nativo dell’Istria e condannato a morte dal tribunale austroungarico nel 1916 per essersi arruolato come volontario nella marina italiana, questa mattina ha incontrato circa 300 ragazzi delle scuole superiori di Vittorio Veneto (liceo Flaminio, liceo Munari, istituto Beltrame, istituto Città della Vittoria e Dante International College). L’evento, ospitato nel teatro Da Ponte di Vittorio Veneto, ha ufficialmente aperto il 5° Raduno nazionale AssoArma che la città ospita fino a domenica.

«Volevamo che questo raduno non fosse solo una sfilata, ma che ci fosse anche un risvolto culturale per i giovani – ha detto in apertura il generale Giampaolo Saltini, presidente del Comitato organizzatore del raduno -. Dobbiamo infatti conoscere il passato perché senza di esso non ci può essere un presente e un futuro». «Parlare di Nazario Sauro oggi vuol dire parlare di valori, come Patria, ricerca della democrazia, della libertà individuale e collettiva, che devono essere ancora attuali nel nostro animo e per i quali cento anni fa molti hanno dato la loro vita – le parole dell’assessore alla cultura di Vittorio Veneto, Antonella Uliana -. Ricordo che nelle lettere indirizzate ai figli prima di essere condannato a morte, Nazario scrisse che non avrebbero più avuto un padre, ma una Patria, che è un padre all’ennesima potenza». L’ammiraglio Romano Sauro negli ultimi due anni, con il progetto “Sauro 100 porti”, ha toccato 230 porti italiani, incontrato 40mila studenti di oltre 300 scuole per parlare di viaggi e dei valori nel ricordo del nonno. E oggi è “approdato” a Vittorio Veneto. «Sono due anni che giro l’Italia per raccontare la Grande Guerra ai giovani, con un particolare focus sul mare perché poco noto – spiega Sauro -. Ma ne approfitto anche per parlare di valori, di libertà, di giustizia, di solidarietà, valori che sono importanti e che non bisogna perdere di vista. Noi non li abbiamo conquistati, ma ereditati da coloro che, a milioni, sono morti nel primo conflitto mondiale. E questi valori dobbiamo saperli oggi difendere e tramandare alle generazioni future».

Per Sauro quella di oggi non era la prima volta a Vittorio Veneto. Ci era già stato qualche anno fa prima per incontrare alunni e insegnanti della scuola primaria di San Giacomo di Veglia intitolata al nonno Nazario, poi per presentare il suo libro che ricorda il nonno e visitare il Museo della Battaglia. «Vittorio Veneto ha un significato per tutti gli italiani, con l’ultima battaglia che porrà fine ad una guerra lunga, disastrosa, con milioni di morti, che dobbiamo ricordare. I giovani devono sapere la nostra storia e che sono morte tante persone per permettere oggi a noi di vivere liberi e in pace. Sono le nostre radici, se le tagliassimo non avremo futuro – prosegue -. Di quella guerra i giovani sanno poco, perché poco gli abbiamo insegnato. Magari sono pochi curiosi, ma la colpa è nostra, perché non siamo riusciti a trasferire, come hanno fatto i nostri genitori e nonni con noi, determinati valori, la storia e le nostre radici. Noi non abbiamo fatto altrettanto. Bisogna continuare a comunicare i valori ai giovani». Girando tutta l’Italia per incontrare i giovani, e oggi al teatro Da Ponte, Sauro dice di aver «trovato ragazzi molto incuriositi. I più grandi mi chiedono cos’è la Patria, la differenza tra Patria e nazione e se c’è ancora bisogno di parlare di Patria. Mio nonno parlava di patria come un plurale di padre. Dobbiamo saper difendere la nostra Patria, che non significa in armi necessariamente, ma in tanti altri modi, difendendo la nostra cultura, la storia, le tradizioni, la lingua, il nostro inno, la nostra bandiera e il lavoro. L’importante è però non sconfinare nei nazionalismi, che portano a conflitti».

Il quinto Raduno nazionale AssoArma venerdì 26 ottobre con un appuntamento culturale: alle 21, nel duomo di Serravalle, l’orchestra sinfonica “Gruppo d’Archi Veneto” e il coro “En clara vox”, diretti dal maestro Davide Pauletto, eseguiranno il Requiem in re minore KV 626 di Mozart per soli, coro ed orchestra. Un concerto dall’alto valore culturale ed evocativo e dedicato a tutte le vittime di guerra. La presentazione del concerto sinfonico-corale è affidata al magistrato Carlo Nordio. L’ingresso al concerto è libero. Eventuali offerte raccolte saranno destinate dal Comitato organizzatore del raduno ai lavori di consolidamento del soffitto della chiesetta di San Giuseppe di piazza Foro Boario a Serravalle, oggi sacrario delle bandiere.

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