Concluso il 12° raduno dei Lagunari: migliaia “baschi verdi” sfilano a Vittorio Veneto

Il raduno è stato allietato dai rievocatori storici dei “Fanti da mar” della Marciliana, dal 16° Real reggimento “Treviso” e dagli Arditi della 1^ Guerra Mondiale in uniforme storica

VITTORIO VENETO Nell’anno del centenario della Vittoria nella Prima Guerra Mondiale i Lagunari hanno celebrato oggi il loro 12° raduno nazionale nella città di Vittorio Veneto. Numerose le autorità civili e militari presenti a cominciare dal Comandante il Comando dei supporti delle Forze Operative Terrestri, Generale di Corpo d’Armata Giuseppenicola Tota che ha salutato i “baschi verdi” dell’Esercito in rappresentanza del Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, Generale di Corpo d’Armata Salvatore Farina. Eredi dei “Fanti da mar” della Serenissima Repubblica di Venezia, i Lagunari nascono ufficialmente nel 1951 con la costituzione del Settore Forze Lagunari che aveva il compito di  proteggere le coste lagunari e paludose delle Venezie e dell'Alto Adriatico dalle eventuali minacce anfibie provenienti dai vicini paesi del Patto di Varsavia.

Oggi i Lagunari costituiscono la componente anfibia dell’Esercito, sono addestrati ad operare nelle situazioni in cui la presenza di terra e acqua costituisce un impedimento all’uso dei tradizionali reggimenti di fanteria. A salutare le migliaia di lagunari in servizio e in congedo e le tantissime famiglie che hanno assistito al raduno, il decano in servizio, Generale di Divisione Arturo Nitti, il presidente dell'Associazione Nazionale Lagunari Truppe Anfibie (A.L.T.A.) Generale di Divisione (ris.) Luigi Chiapperini, il Prefetto di Treviso Maria Rosaria Lagana’ , il sindaco di Vittorio Veneto, Roberto Tonon, il sindaco della città di Portogruaro, Maria Teresa Senatore, dove si svolgerà il raduno il prossimo anno e tanti altri sindaci delle provincie di Treviso e Venezia. La Bandiera di Guerra e una compagnia del reggimento Lagunari e la fanfara della Brigata di Cavalleria “Pozzuolo del Friuli” hanno aperto lo sfilamento finale, seguiti da decine di sezioni dell’A.L.T.A. provenienti da molte regione d’Italia.

Il raduno è stato allietato dai rievocatori storici dei “Fanti da mar” della Marciliana, dal 16° Real reggimento “Treviso”, dagli Arditi della 1^ Guerra Mondiale in uniforme storica e da mezzi storici.  Nel suo intervento il sindaco di Vittorio Veneto ha evidenziato i valori e i principi di una specialità (lagunare) e un reggimento unici, intrisi della storia e dei simboli di Venezia. Perché nei Lagunari si coglie l'essenza più profonda e vera di un Veneto solidale e generoso, aperto al mondo e pronto ad accorrere ovunque ci sia necessità. Il presidente dell’Associazione Lagunari ricordando una locuzione latina “Si vis pacem, para bellum”, ha messo in risalto i compiti dei Lagunari durante la Guerra Fredda, dove il continuo addestramento accompagnato dai più tradizionali valori di coraggio, abnegazione e servizio alla patria ha contribuito a difendere i nostri confini e impedire un ulteriore conflitto mondiale. Valori che ritroviamo anche nei Lagunari di oggi, costantemente impiegati nelle missioni all’estero e in Italia. 

Il Generale Tota nel salutare tutti i Lagunari in servizio e in congedo ha portato il saluto del Capo di Stato Maggiore dell’Esercito e di tutta la Forza Armata. Ha inoltre ricordato che Vittorio Veneto rappresenta per l’Italia un simbolo di unità nazionale a lungo inseguito e celebrare il raduno dei Lagunari in questa città richiama quella tipica identità militare scelta da tutti coloro che hanno giurato fedeltà alla Repubblica e ai suoi valori.  Particolare emozione ha provocato, nel pubblico presente, il sorvolo di tre elicotteri del 5° reggimento AVES “Rigel” di Casarsa della Delizia: un Augusta Bell AB 205, un elicottero d’attacco A129 Mangusta e un elicottero multiruolo NH90.  Dall’’AB205 un team di Lagunari ha dato dimostrazione di discesa con la tecnica del fast rope da aeromobile, tecnica utilizzata dalle unità terrestri per scendere rapidamente da un elicottero in “volo stazionario alto” impiegando una fune sintetica dal diametro di circa 40 mm.

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