Dopo 36 anni ritorna fiera del bestiame a Resana

Sabato 25 e Domenica 26 Agosto il centro del paese sarà chiuso al traffico per dare spazio ai tanti appuntamenti messi in programma per una edizione “speciale” della mostra mercato dell’agricoltura, artigianato, commercio e antichi mestieri

RESANA Due giorni di eventi a Resana in occasione della quinta edizione della “Fiera de San Bortoeo”. Sabato 25 e Domenica 26 Agosto il centro del paese sarà chiuso al traffico per dare spazio ai tanti appuntamenti messi in programma per una edizione “speciale” della mostra mercato dell’agricoltura, artigianato, commercio e antichi mestieri. “Oltre alla dimostrazione di aratura e trebbiatura con i mezzi agricoli di un tempo quest’anno la novità sarà rappresentata dalla fiera del bestiame – ha detto l’assessore alle attività produttive Matteo Bellinato in sede di presentazione dell’evento – grazie alla Pro Loco e all’associazione Animare Resana è stato possibile riportare nel centro del paese una rievocazione storica dell’agricoltura di un tempo ma anche una vera e propria mostra mercato del bestiame come veniva fatta a Resana negli anni settanta e quindi, nell’area a ridosso degli impianti sportivi di via Vittorio Veneto, ci saranno decine di animali che una volta venivano anche utilizzati come mezzi di trasporto e di supporto all’attività agricola”.

Non mancheranno poi le esposizioni dei commercianti e artigiani locali che faranno da contorno ad un evento che prevede come momenti “clou” l’aratura in notturna, sabato sera, e l’inaugurazione ufficiale alla presenza delle autorità domenica mattina alle ore 10 di fronte al Municipio. “Per rievocare l’antica fiera – ha aggiunto il sindaco Stefano Bosa – è stata anche allestita presso il Centro Culturale una mostra fotografica, curata da Italo Caon, che ripercorre alcuni momenti della storia di Resana attraverso le immagini sia delle famiglie “storiche” del paese sia attraverso alcuni momenti della fiera del bestiame che veniva fatta, allora come adesso, come momento di ritrovo tra i cittadini. In quel tempo l’agricoltura era l’attività prevalente, ora è rimasta come attività comunque importante ma dove gli addetti impegnati sono sicuramente molto meno”.

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