Rescue Day, stop morti per annegamento: chiamati a raccolta 20mila assistenti bagnanti

Grande partecipazione agli eventi organizzati in Veneto per Rescue Day, la tre giorni dedicata al tema della sicurezza in acqua promossa dalla Sezione Salvamento della Federazione Italiana Nuoto

Grande partecipazione questo fine settimana (22-24 marzo) in Veneto agli eventi di rescue Day, iniziativa dedicata alla divulgazione della cultura della sicurezza in acqua, promossa a livello nazionale (in concomitanza con la Giornata Mondiale dell’Acqua) dalla Sezione Salvamento della Federazione Italiana Nuoto. Sei, in particolare, gli eventi organizzati dal comitato FIN Veneto nel territorio regionale, che hanno chiamato a raccolta assistenti bagnanti, istruttori e referenti delle Scuole Nuoto Federali delle province di Belluno, Rovigo, Treviso, Venezia e Vicenza, con l’obiettivo, da un lato, di aggiornare il personale sulle ultime novità normative inerenti l’attività tecnico-sportiva e professionale e, dall’altro, di informare l’opinione pubblica sui temi della sicurezza in piscina, laghi, fiumi e mare.

«Quella della sicurezza in acqua è una questione tutt’altro che scontata, visto che ancora oggi in Italia si registrano circa 400 morti l’anno per annegamento – commenta Roberto Cognonato, presidente di FIN Veneto – Rescue Day, in tal senso, rappresenta un’iniziativa di valore, utile non solo a tenere alta l’attenzione su un rischio che ancora coinvolge una parte della popolazione, carente di capacità natatorie e di nozioni di sicurezza in acqua, ma anche a riaffermare la qualità e la leadership delle scuole della Sezione Salvamento della Federazione Italiana Nuoto nella formazione degli assistenti bagnanti».

Attualmente sono quasi 20.000 gli assistenti bagnanti abilitati da FIN in Veneto, oltre la metà dei quali provenienti dalle province di Venezia (6670) e Treviso (3896), seguite da Vicenza (2647), Verona (1860), Padova (1853), Belluno (906) e Rovigo (627). Le nuove abilitazioni registrate mediamente negli ultimi anni ammontano a circa mille unità all’anno, numeri che tuttavia, soprattutto in alta stagione, spesso non sono sufficienti a soddisfare la crescente domanda di questa professionalità. Gli assistenti bagnanti, d’altra parte, sono figure altamente specializzate nella sicurezza in acqua, preparate per prevenire gli incidenti e soccorrere i bagnanti in caso di pericolo e sono previsti obbligatoriamente per legge non solo sulle spiagge, ma anche in ogni struttura di balneazione aperta al pubblico. La selezione del personale è molto rigida e prevede un test atletico di ammissione che consiste in prove di nuoto su distanze tra i 25 e i 100 metri, tuffi e recupero oggetti in apnea fino a 12 metri, superato il quale si intraprende un programma di lezioni teorico pratiche, tirocinio pratico e un esame finale. La forma fisica, in particolare, è fondamentale ed è requisito necessario per il rinnovo del brevetto.

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«Si tratta di veri e propri atleti a servizio della comunità – prosegue Cognonato – Gli assistenti bagnanti sono responsabili nella prevenzione, a partire dalle condizioni igieniche dell’acqua in cui si nuota e per questo rappresentano un importante supporto alla salvaguardia dell’ambiente e un avamposto di Protezione Civile. Sono responsabili, inoltre, di intervento in caso di emergenza e, a tal proposito, FIN Veneto è stato il primo Comitato Regionale di Federnuoto ad aver ottenuto, nel 2016, il riconoscimento per la formazione BLSD, divenendo ente accreditato come centro di formazione regionale per l’uso dei defibrillatori. Gli incidenti mortali che ancora oggi si verificano non sono tragiche fatalità: per rendere mare, fiumi, laghi e piscine sempre più sicuri è necessario continuare a investire sulla formazione e a incentivare il dialogo con le istituzioni per aumentare la presenza di assistenti bagnanti sul territorio».

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