Si finge dell'antimafia per intervistare Manuel: bufera sulla giornalista Federica Angeli

I genitori del 19enne si sfogano su Facebook e accusano: «Nostro figlio non è uno scoop, non è trofeo da esibire, né un selfie da pubblicare sulle pagine di un giornale»

Manuel Bortuzzo

«Manuel non è uno scoop, non è trofeo da esibire, né un selfie da pubblicare sulle pagine di un giornale. È un giovane che sta lottando con tutte le sue forze per riprendersi la sua vita. Chiediamo il dovuto rispetto, come stanno tenendo tutti gli altri giornalisti cui abbiamo riferito successivamente delle condizioni di Manuel portando loro i suoi saluti e delle dichiarazioni rilasciate con trasparenza con finalità di pubblicazione». Lo scrivono i genitori di Manuel Bortuzzo, Franco Bortuzzo Fkb e Rossella Corona Bortuzzo, che, in un post pubblicato sulla pagina Facebook "TutticonManuel", se la prendono con la giornalista di Repubblica Federica Angeli per l'intervista uscita oggi sul quotidiano.

«Purtroppo, in un momento di nostra assenza, senza alcuna autorizzazione da parte nostra o dell'ospedale, Manuel si è trovato in stanza una signora (accompagnata fino al suo ingresso da un uomo della scorta) - denunciano i genitori di Manuel - con cui si è intrattenuto a parlare pensando che fosse una scrittrice in visita e non che avrebbe pubblicato su un quotidiano un articolo sulla sua vicenda, né tanto meno il selfie poi scattato. L'autorizzazione all'ingresso in stanza da parte di un'infermiera sarebbe stata data alla signora Federica Angeli del quotidiano 'la Repubblica' qualificatasi come amica di Manuel. Io, Rossella Corona Bortuzzo, sono entrata successivamente in stanza, quasi al termine della chiacchierata. Ho chiesto alla signora chi fosse e si è qualificata dell'antimafia». «Manuel è felicissimo e sorpreso dell'affetto che lo circonda e che fino a ieri è stato manifestato con correttezza e rispetto»: scrivono ancora i genitori, chiedendo "rispetto" per il figlio.

LA REPLICA DI FEDERICA ANGELI Sono stupefatta e allibita dalle  considerazioni dei familiari di Manuel contenute nel post pubblicato  sulla pagina di Manuel e dalle altre contenute nel messaggio  precedente su quella pagina. Hanno dato la stura ai peggiori insulti  verso una giornalista che come tale ha in maniera del tutto trasparente dichiarato le proprie generalità e il proprio intento di  raccogliere la storia di Manuel dalla sua voce". Lo scrive in un post  su Fb la giornalista de 'la Repubblica' Federica Angeli rispondendo  alle affermazioni della famiglia di Manuel Bortuzzo riguardo all'intervista pubblicata sul quotidiano. Angeli, sottolineando che  "le speculazioni non mi appartengono", afferma che "senza alcun  risentimento nei confronti dei coniugi Bortuzzo" si dice pronta a  tutelarsi "pubblicamente da ingiurie, offese e ricostruzioni  completamente lesive della mia dignità umana e professionale". "Un mio gesto che era insieme un omaggio e un modo per far conoscere a Manuel quello che è stato fatto in quel territorio che lo ha visto  incolpevole protagonista di una violenza inaudita - osserva - viene  strumentalizzato per appagare il risentimento di persone che  perseguono altri fini (e che querelerò in giornata, non appena gli  impegni lavorativi me lo consentiranno)".

Sono stupefatta e allibita dalle considerazioni dei familiari di Manuel contenute nel post pubblicato sulla pagina di Manuel e dalle altre contenute nel messaggio precedente su quella pagina. Hanno dato la stura ai peggiori insulti verso una giornalista che come tale ha in maniera del tutto trasparente dichiarato le proprie generalità e il proprio intento di raccogliere la storia di Manuel dalla sua voce". Lo scrive in un post su Fb la giornalista de 'la Repubblica' Federica Angeli rispondendo alle affermazioni della famiglia di Manuel Bortuzzo riguardo all'intervista pubblicata sul quotidiano. Angeli, sottolineando che "le speculazioni non mi appartengono", afferma che "senza alcun risentimento nei confronti dei coniugi Bortuzzo" si dice pronta a tutelarsi "pubblicamente da ingiurie, offese e ricostruzioni completamente lesive della mia dignità umana e professionale". "Un mio gesto che era insieme un omaggio e un modo per far conoscere a Manuel quello che è stato fatto in quel territorio che lo ha visto incolpevole protagonista di una violenza inaudita - osserva - viene strumentalizzato per appagare il risentimento di persone che perseguono altri fini (e che querelerò in giornata, non appena gli impegni lavorativi me lo consentiranno)".

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