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Le "piccole carezze" che aiutano a superare il periodo oncologico

Un vademecum scritto durante il lockdown dalla famiglia Mion di San Biagio dopo la perdita di Margherita

 

Margherita ed Eleonora. Entrambe sono diventate due angeli, per un brutto male. Margherita Mion di San Biagio di Callalta aveva 17 anni; Eleonora Betti di Zola Predosa in provincia di Bologna ne aveva 13. Le famiglie hanno combattuto la malattia in tempi diversi e in luoghi diversi. Quando la forza ha dovuto lasciare spazio al destino Marco Mion, papà di Margherita e Sabrina Bergonzoni, mamma di Eleonora, si sono incontrati e durante il periodo del lock down la tecnologia li ha tenuti uniti riuscendo così a dar vita ad un progetto denominato “Piccole Carezze”. Un vademecum scritto da chi la sofferenza l’ha provata, così come ha provato la vicinanza di amici e parenti che hanno sorretto le loro figlie e rispettive famiglie.

«Spesso chi inizia il percorso di cura, dopo che gli è stato diagnosticato un tumore, è sostenuto dal calore di persone, parenti e amici, che di fronte ad un’esperienza per molti nuova, chiedono, mossi dal desiderio di essere utili, che cosa possono fare -racconta Marco Mion presidente dell’Associazione “Margherita…c’è ancora vita” APS di San Biagio di Callalta- Non sempre è facile, soprattutto in quei momenti segnati anche dal dolore fisico, essere così lucidi da trovare la forza o la lucidità per dire loro di che cosa abbiamo bisogno per farci “aiutare”».

«L’esperienza della malattia e della sofferenza che abbiamo vissuto in prima persona ci hanno insegnato quanto sia importante trovare il supporto delle persone che ci vogliono bene, indirizzando le loro energie e risorse verso iniziative, canali e mezzi oggi esistenti -spiega Sabrina Bergonzoni Presidente di “Agito” di Zola Predosa in provincia di Bologna- Semplici gesti, concreti, che noi abbiamo immaginato come delle carezze in grado di accompagnare il percorso attraverso la malattia».

Le “Piccole Carezze” sono state raccolte in un depliant, contenuto graficamente in un formato che possa essere stampato direttamente dal computer di casa, che è stato messo a disposizione gratuitamente nella speranza di poter aiutare le persone in cura per un tumore e i loro famigliari a sentirsi meno soli. Per scaricarlo basta entrare nel sito www.margheritamion.ti o www.agito.it.

L’associazione trevigiana di Marco Mion non è nuova ad iniziative di questo genere. Anche per l’estate 2020, nonostante l’emergenza Covid-19, “Margherita… c’è ancora vita” assicura per circa una decina di famiglie con bambini ammalati di tumore dell’Unità Operativa di Onco-Ematologia pediatrica del Ca’ Foncello il progetto “Una vacanza di vita”. I piccoli pazienti con i loro cari potranno trascorrere nel periodo che va dal 15 giugno al 22 di agosto ad Eraclea e Duna Verde una settimana di vacanza durante la quale i bambini oncologici saranno comunque seguiti nelle cure dai medici dell’ospedale di Treviso. Progetto che è risultato finalista al concorso “Robe da Matti” istituto dalla Cooperativo la “Sol.co” di Treviso.

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