Ecco "San Biasio", volume di storia con foto e mappe antiche

Sarà presentato giovedì 31 maggio nel corso di una serata che avrà inizio alle ore 20.30 presso la sala polivalente di via 2 Giugno. Gli interventi degli autori saranno intervallati da alcuni brani musicali eseguiti dal soprano Melchiori e dal pianista Vigani

SAN BIAGIO DI CALLALTA E’ molto più di un libro di foto e mappe antiche. “San Biasio”, questo il titolo del volume stampato da Piazza Editore, su iniziativa del Comune e della Pro loco di San Biagio di Callalta, con il sostegno economico di Texa Spa (il patron Bruno Vianello è cittadino sanbiagiese), è il frutto di un’operazione culturale che si prefigge il compito di salvaguardare un patrimonio di preziosi documenti tramandandoli alle future generazioni.

Un’opera di conservazione e di memoria, resa possibile dal lavoro di Giovanni Carlo Sartori, che ha curato la ricerca iconografica e i commenti didascalici, e di Simone Menegaldo, che ha curato l’inquadramento storico, che si sono avvalsi del prezioso contributo di Claudio Contin, co-ricercatore di immagini fotografiche e Roberto Dal Bo, ricercatore di mappe antiche. Il libro (255 pagine con una ricca parte iconografica) sarà presentato al pubblico giovedì 31 maggio nel corso di una serata culturale che avrà inizio alle ore 20.30 presso la sala polivalente di via 2 Giugno a San Biagio di Callalta. Gli interventi degli autori saranno intervallati da alcuni brani musicali eseguiti dal soprano Carlotta Melchiori e dal pianista Antonio Vigani.

Di particolare rilievo le mappe antiche che “con i loro bei disegni e i toponimi ricchi e sempre diversi, la cui raccolta dipendeva dalle diverse sensibilità dei compilatori – scrive Menegaldo – offrono uno spaccato di storia capace di costruire l’intera vita di un territorio”. E proprio su ciò si sofferma il libro: il territorio e la sua perdita. Perché la sapienza antica avrebbe dovuto guidarci nella gestione del nostro territorio: “in una zona a rischio idraulico come quella del Piave, per esempio, dove gli antichi toponimi ci mettono in guardia su come dovemmo comportarci, si è invece commesso l’errore di scordarcene”.

E l’acqua, che scorre abbondante sul territorio sanbiagiese attraverso i numerosi fiumi e canali, è l’elemento che fa da filo conduttore di questo racconto per immagini. Sfogliando le pagine di “San Biasio” ci si imbatte in mulini scomparsi, ville e palazzi che non esistono più, fornaci abbattute o abbandonate, un piccolo mondo perduto. Si scoprono gli antichi nomi delle località come Villa Ranza (Rovarè), toponimo che potrebbe derivare da una forma etrusca ranc- a significare “rancido, guasto”, richiamando la presenza di una terra rancida, guasta, perché acquitrinosa. Non mancano le foto sulle rovine lasciate dai due conflitti mondiali o su scene di vita quasi scordate come la lavandaia che lava i panni sulla Mignagola. Insomma una grande opera di conservazione e memoria oggi a disposizione di tutti.

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