Vigneti, Campania e Basilicata a scuola dai Comuni della DOCG Conegliano-Valdobbiadene

Giovedì 26 luglio, venerdì 27 luglio e sabato 28 luglio a San Pietro di Feletto e Conegliano Kick-off meeting, calcio di inizio, del progetto BIOWINE BIOlogical Wine Innovative Environment

SAN PIETRO DI FELETTO Campania e Basilicata a scuola dai Comuni della DOCG Conegliano-Valdobbiadene per imparare a fare un Regolamento Intercomunale di Polizia Rurale unitario, su modello di quello adottato dai 15 Comuni trevigiani nelle parti che riguardano i temi più sensibili in particolare l’uso dei fitofarmaci, la gestione delle biomasse, le sistemazioni agrarie, la gestione del paesaggio rurale. Kick-off meeting, calcio di inizio, del progetto BIOWINE BIOlogical Wine Innovative Environment domani giovedì 26 luglio, venerdì 27 luglio e sabato 28 luglio a San Pietro di Feletto e Conegliano.

Il programma prevede due giornate in aula, domani a San Pietro di Feletto e venerdì a Conegliano, e sabato visite guidate presso aziende agricole del territorio. «Abbiamo lavorato per tanti anni su questi temi, e il nostro lavoro è stato riconosciuto da altri Comuni italiani che ora vogliono riprendere e adattare alle loro realtà territoriali quanto fatto da noi, sia nel contenuto che nel metodo, un metodo improntato al coinvolgimento e alla condivisione delle istituzioni, delle parti sociali, dei cittadini – afferma Benedetto De Pizzol, assessore all’Agricoltura del Comune di San Pietro di Feletto, Comune coordinatore nel trasferimento della “buona pratica”-. Un grazie alla Associazione nazionale Città del Vino per aver creato le premesse perché questo progetto andasse a buon fine». Il progetto, finanziato dal PON Governance e Capacità istituzionale 2014-2020, coinvolge importanti realtà vitivinicole del Veneto, della Campania e della Basilicata e rappresenta un importante esempio di trasferimento di know-how e di strumenti già sperimentati sui temi dell’innovazione tecnologica, della tutela dell’ambiente e del marketing territoriale.

Gli enti detentori della “buona pratica” sono i Comuni dell’area DOCG Conegliano-Valdobbiadene in provincia di Treviso (Cison di Valmarino, Colle Umberto, Conegliano, Farra di Soligo, Follina, Miane, Pieve di Soligo, Refrontolo, San Pietro di Feletto, San Vendemiano, Susegana, Tarzo, Valdobbiadene, Vidor e Vittorio Veneto- Comune coordinatore San Pietro di Feletto), mentre i “riusanti” appartengono alle aree del Sannio, del Cilento e della Val d’Agri (Castelvenere, Sant’Agata de’ Goti e Solopaca in provincia di Benevento, Caggiano   e Sant’Angelo a Fasanella in provincia di Salerno, Castelfranci in provincia di Avellino, Roccanova e Grumento Nova in provincia di Potenza - ente capofila Guardia Sanframondi).

I primi hanno sperimentato la buona pratica del coinvolgimento istituzionale e delle parti sociali nelle fasi di definizione e applicazione di alcuni atti amministrativi, in particolare del Regolamento Intercomunale di Polizia Rurale. I secondi, che ricadono di due regioni in ritardo di sviluppo, provano a fare massa critica per la definizione di un proprio Regolamento Intercomunale di Polizia Rurale, una tematica complessa, specie se coinvolge più Comuni. La buona pratica unitaria e partecipata dei Comuni dell’area DOCG Conegliano-Valdobbiadene, che verrà trasferita a realtà con caratteristiche geo-morfologiche e agronomiche simili, sarà un valido stimolo per  costruire un processo sostenibile di cooperazione interistituzionale e di confronto dialogico con gli attori territoriali, essendo la condivisione e il lavoro di rete una base di partenza essenziale per la salvaguardia del patrimonio umano e naturalistico e la crescita della competitività delle aziende agricole. Obiettivo finale del progetto, che prevede il coinvolgimento delle migliori espressioni nel campo della ricerca enologica e territoriale, è dunque quello di creare un modello facilmente replicabile in altre aree interne o rurali che sia di riferimento per un ammodernamento sostenibile dei piccoli Comuni e per alimentare un sistema territoriale in grado di favorire il coordinamento tra i differenti livelli di governo.

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