Tagli ai fondi e al personale: sciopero in arrivo per i dipendenti dell'Ulss 2

Ad annunciarlo è il Sindacato Generale di Base che, in un'accorata lettera ai lavoratori, ha annunciato una nuova mobilitazione sindacale per la giornata di martedì 18 marzo

Il sindacato generale di base ha annunciato, per la giornata di martedì 18 marzo, un nuovo sciopero del personale medico e sanitario dell'Ulss 2 che rischia di creare non pochi problemi ai pazienti degli ospedali di Treviso e provincia.

«I fondi stanziati, destinati a realizzare le progressioni, hanno subito una pesante decurtazione rispetto al passato - denunciano i sindacati - Basti considerare che per le progressioni 2018 erano disponibili 620 mila euro. Come metro di raffronto considerate che per la sola Ulss 9, prima della fusione con gli altri distretti, l'importo stanziato constava di un milione di euro. A fronte di un'incontrovertibile espansione del personale con la creazione della Ulss 2 le risorse finalizzate ad integrare il salario dei dipendenti sono state drasticamente ridotte. Per le ragioni sopra espresse riteniamo che il pacchetto meritocrazia vada abbandonato e che l'anzianità di servizio sia l'unico criterio da seguire nelle progressioni orizzontali del personale». I sindacati, nella lettera di annuncio dello sciopero, hanno dichiarato di aver riscontrato alcuni comportameti vessatori nei confronti dei lavoratori a termine da parte di alcuni dirigenti aziendali. Tra le richiesta avanzate dai lavoratori c'è poi il ripristino dei permessi su base oraria. Stando a quanto riportato dalla sigla sindacale, l'Ulss 2 si è rifiutata di consegnare la lista completa dei nominativi con riferimento all'anzianità di fascia, dicendo che i dati sono coperti da privacy. Necessario fare chiarezza anche sul pagamento del lavoro straordinario, altro motivo di sciopero per i sindacati. «La carenza di personale in obitorio a Treviso ormai non rende più sostenibile il servizio - concludono i sindacati - La ricerca di personale tramite avviso di mobilità interna ha dato riscontro positivo, tuttavia ad oggi non si è ancora proceduto ad inviare personale a supporto. Chiediamo che l'infusione del personale necessario diventi realtà nonché fatto compiuto. Infine, la tendenza ad esternalizzare i servizi sanitari deve cessare. La sanità deve rimanere bene pubblico e di qualità. Necessario spendere a deficit al fine di potenziare la qualità dell'offerta sanitaria».

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