Ex Smalterie Castellane, lavoratori in sciopero: «Non ci fermeremo»

Gli operai dello stabilimento di Catelfranco Veneto sono al terzo cambiamento di ragione sociale in quattro anni, e ritengono la situazione attuale molto grave per vari motivi

Venerdì 25 ottobre gli operai e le operaie di Slaiprolcobas hanno scioperato per le prime 3 ore di lavoro di ogni turno. Gli operai dello stabilimento di Castelfranco Veneto (ex Nuove Smalterie Castellane un tempo Smalterie metallurgiche castellane) sono al terzo cambiamento di ragione sociale in quattro anni, e ritengono la situazione attuale molto grave per vari motivi.

Primo tra tutti l’accordo sindacale Cisl-Uil del 2 agosto 2019 è finito sotto accusa per non dare tutela e certezza ai lavoratori, senza entrare nel merito dello sfruttamento tramite cooperativa ed interinali, di vari numerosi altri lavoratori, di non legittimare la perdita del premio di produzione acquisito, non dare certezze nel merito del Tfr delle smalterie metallurgiche castellane, il cui fallimento gestito dal tribunale di treviso si è dimostrato addirittura ostile all'organizzazione che conta come propri associati circa il 20% dei lavoratori. A detta dei manifestanti S.G.P, azienda neonata, subentrata a Nuove Smalterie Castellane, non ha ancora dato alcun riscontro alle impugnazioni inviate dai lavoratori riguardo all’accordo dello scorso 2 agosto. «Inoltre - denunciano i lavoratori - tra i vari passaggi di azienda e competenze, nessuno, nemmeno il tribunale, si è reso conto che in questa maniera la retribuzione di agosto veniva stroncata, lasciando senza copertura formale dal 5 agosto al 25 agosto i lavoratori». Continua anche l'inquadramento al 1° livello dei lavoratori della cooperativa general service reintegrati nel 2018 ed ora in causa per il riconoscimento del 3° livello.

«Le leggi dei governi borghesi di centrodestra e centrosinistra sono state scritte tutte per agevolare le imprese, ma l’ultima deroga al 2112 c.Civ. accettata dai confederali, non è altro che una manovra legislativa vergognosa, ai limiti del tradimento della Costituzione e del diritto del lavoro. Infatti “le norme del diritto del lavoro tendono a tutelare il lavoratore in quanto contraente debole”, “il fine, quindi, del diritto del lavoro è quello di attenuare gli effetti più deleteri della subordinazione”. Quale effetto meno deleterio della riduzione salariale? Abbiamo richiesto apertura trattative con S.G.P. in caso contrario, non ci fermeremo a questa protesta» concludono i lavoratori.

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