In centro città va in scena il sit-in del Django: "Costruiamo una città aperta e solidale"

Gli attivisti e i sostenitori del centro sociale trevigiano si sono trovati in piazza Santa Maria dei Battuti per difendere la loro sede presso la ex Caserma Piave

La manifestazione organizzata dal centro sociale Django, volta alla difesa dello spazio dell’ex caserma Piave, si è svolta sabato pomeriggio  in centro a Treviso, presso piazza Santa Maria dei Battuti, al coro di "Costruiamo una città aperta e solidale". "Questo è un sit-in di protesta perché quello che ci interessa è portare in piazza e far vedere in maniera plastica il fatto che non siamo soli, il fatto che non siamo isolati" dichiara Nicola Vendraminetto, portavoce del centro sociale Django, il quale ha spiegato il motivo della manifestazione.

"Siamo qui in una piazza piena – ha proseguito Vendraminetto - perché non ci stiamo a vedere come la nuova Giunta comunale tenti di restaurare un clima politico, sociale, culturale, che noi tutti abbiamo spazzato via cinque anni fa e che appunto loro adesso tentano di ricostruire. Questa è una giornata che va oltre al centro sociale, è una giornata che va oltre la mera difesa dello spazio fisico del centro sociale Django ma è una giornata che vuole passare al contrattacco proprio per impedire a questa compagine politica di attuare quel cambiamento in città che per noi è assolutamente inaccettabile". Numerose le persone e le sigle che hanno partecipato al sit-in di protesta e altrettanto numerose le persone che hanno preso la parola per esprimere le loro esperienze.

"Hanno aderito – ha spiegato Vendraminetto - tutti coloro che non ci stanno a vedere questo tipo di china che ha preso l’amministrazione comunale. Oltre a partiti politici dell’opposizione, c’è anche tanta società civile, i collettivi musicale che sono quelli che più di tutti contribuiscono alla vita sociale e culturale del centro sociale, artisti. Abbiamo ricevuto l’adesione da parte di associazioni e da chi lavora nel volontariato. Insomma, tutti coloro che in questi anni hanno tentato e tentano di ricostruire una città che sia solidale e aperta. Vogliamo far vedere che esiste un’altra parte della città che ogni giorno si mobilita. Faccio l’esempio per il dormitorio Caminantes dove si vede come in tanti vengono a dare solidarietà, a dare una mano o a fare donazioni. E questa è una parte di città che secondo noi conta. Noi ci aspettiamo – ha concluso il portavoce del centro sociale Django, Nicola Vendraminetto - che la Giunta comunale quanto meno accetti il fatto che possa esistere chi non la pensa come loro. E poi, sarà compito nostro spingere per la conquista di nuovi diritti e per la difesa di quelli già acquisiti".

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