Spiedo gigante: cala il sipario sulla 62esima edizione, turismo in crescita

Mille e cinquecento quaglie cucinate. Visitatori in arrivo da tutta Europa e numerose iniziative nel segno della beneficenza. La 62esima edizione chiude i battenti con cifre record

Si è chiusa domenica con l'accensione dello "Spiedo gigante" campione del mondo, alla presenza delle autorità, la 62esima edizione dell'omonima kermesse del centro pievigino. Una manifestazione, quella promossa dalla Pro loco del paese, che anche quest'anno non ha deluso le aspettative, raccogliendo consensi da tutt'Italia e non solo.

Un successo evidente nei numeri, che si confermano "da record", registrando un'affluenza paragonabile a quella dello scorso autunno, quando il piatto più famoso della Marca, cucinato nel cuore di Pieve di Soligo, si è guadagnato l'iscrizione nel Guinness dei primati per la più grande cottura di quaglie al mondo. Domenica l'ultimo atto di un viaggio lungo tre weekend attraverso sapori, musica e tradizioni. Le quaglie arrostite sono passate dalle oltre 4 mila dello scorso anno a 1.500, ma l'entusiasmo del pubblico non è diminuito, confermando una passione ed un attaccamento alla tradizione che nonostante il passare degli anni non conoscono freno. «E' stata una giornata fantastica, merito anche del clima quasi estivo, che ha chiuso a dovere un'altra splendida edizione - commenta Thomas Ceschin, presidente della Pro loco - Lo spiedo, servito a merenda con un bicchiere di vino come vuole la tradizione, è andato letteralmente a ruba ed è terminato nel giro di un paio di ore».

Anche quest'anno non è mancato il turismo, segno che l'eco della manifestazione, complice anche il record mondiale ottenuto lo scorso anno, non conosce confini. «Il pubblico è arrivato da tutt'Italia, ma anche dall'estero: dall'Austria e dalla Spagna, ad esempio - entra nel merito Ceschin - Basti pensare che una comitiva composta da una ventina di persone è partita dalla Svizzera in corriera per raggiungere Pieve di Soligo appositamente. Tutto ciò non può che renderci orgogliosi, ma questo è solo un primo passo: vogliamo continuare a migliorarci, espandendo sempre di più la fama della manifestazione. Il nostro spiedo è unico ed i presupposti per consacrare Pieve di Soligo come capitale mondiale del piatto non mancano». Ma la tradizionale kermesse pievigina non è solo sapore. Mai come quest'anno l'impegno del comitato organizzatore si è rivolto anche alla beneficenza. Per questo, durante tutto l'arco della manifestazione, è stato possibile contribuire ad una raccolta fondi per donare al centro del paese un defibrillatore. «Il pubblico e la cittadinanza hanno risposto all'iniziativa con grande generosità - fa sapere il presidente della Pro Loco - Purtroppo è ancora presto per parlare di cifre, ma posso tranquillamente affermare che l'obiettivo è stato raggiunto».

Ora per l'ottantina di volontari che compongono la Pro loco è inizia il tempo del meritato riposo e dei ringraziamenti, prima di rimettersi al lavoro per una nuova edizione dove le sorprese non mancheranno. «Ho perso la voce per ringraziarli tutti, dal primo all'ultimo, e ne vado orgoglioso - sottolinea il presidente Ceschin - Ringrazio in maniera particolare Daniele e Valentina Bertazzon, sempre presenti dalla mattina alla sera, il nostro tuttofare Costantino Pilla, i fratelli Chiappinotto ed il gruppo di Ascari, per il favoloso spiedo tradizionale da ben 700 porzioni del mezzogiorno, il gruppo di cuochi capitanato da Alberto De Faveri che anche quest'anno ha cucinato il nostro celebre Spiedo Gigante, il gruppo festeggiamenti di Barbisano e quello di San Tiziano - e ancora - gli sponsor, i collaboratori, la responsabile della distribuzione Silvia Padoin, il sindaco Stefano Soldan, le autorità, e tutto il consiglio dell'associazione, composto da Antonio Bottega, Mara Boz, Stefano Lorenzon, Francesco Lot, Daniele Bertazzon, Annalucia Milanese, Erminda Brunelli, Graziano Lorenzetto e Mattia Lorenzon. Se tutto è andato nel migliore dei modi è anche e soprattutto merito loro», chiude Ceschin.

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