Intesa Miur-Regione: la storia veneta sarà insegnata a scuola

Firmato a Venezia l'accordo che porterà nelle classi del veneto l'insegnamento della storia veneta come materia di studio. Zaia entusiasta: «Giornata storica, anteprima dell'autonomia»

I ‘teleri’ del Tintoretto alla Scuola grande di San Rocco a Venezia e un folto e qualificato parterre di autorità regionali hanno fatto da cornice alla firma del protocollo tra il presidente del Veneto, Luca Zaia, e il ministro dell’Istruzione Marco Bussetti per l’ingresso della storia e della cultura veneta nei programmi scolastici.

L’intesa tra Ministero dell’istruzione e della ricerca e Regione Veneto prevede percorsi di formazione rivolti a docenti a studenti su temi e didattiche al fine di sviluppare lo studio e la conoscenza della storia e della cultura del Veneto e della storia dell’emigrazione veneta in tutte le scuole del territorio regionale, di ogni ordine e grado. Il protocollo siglato oggi, con la partecipazione degli studenti dell’istituto tecnico turistico Francesco Algarotti, prevede che Regione e Ministero costituiscano una commissione paritetica (due componenti espressi dall’ufficio scolastico regionale e due dalla giunta regionale del Veneto) che selezionerà i ‘formatori’ e valuterà le proposte formative rivolte agli insegnanti del Veneto. Il Ministero si impegna a mettere a disposizione cinque insegnanti, scelti con procedure trasparenti nell’ambito della quota di potenziamento del corpo docenti , che dovranno elaborare il ‘piano di lavoro’ annuale di proposte formative, in ambito letterario e umanistico, da offrire alle scuole. 

1555-2018 firma protocollo Bussetti-Zaia-2

«Obiettivo  del piano congiunto è – afferma il documento - far conoscere e studiare “il patrimonio storico-culturale nelle sue dimensioni nazionali e locali”, “sviluppare le competenze degli alunni attraverso approfondimenti integrati e interdisciplinari inerenti il patrimonio storico e culturale del Veneto”, valorizzare l’orientamento verso professioni in grado di contribuire allo sviluppo del turismo culturale, sostenere attività di ricerca-azione in musei, biblioteche, archivi, enti ed istituzioni culturali, innovare la didattica e incentivare i rapporti tra didattica e ricerca storico-documentale». La legislazione nazionale, a partire dal decreto sull’autonomia scolastica del 1999, e quella regionale, in particolare la legge 8 del 2017 sul sistema educativo della Regione Veneto, prevedono che, nell’ambito dell’autonomia delle istituzioni scolastiche, una quota dei piani di studio sia dedicata ad aspetti di interesse territoriale e alla promozione delle specificità e delle tradizioni delle comunità locali.  «Oggi è una giornata storica ed emozionante, un’anteprima dell’autonomia regionale che verrà – ha commentato il presidente Luca Zaia, che alla firma ha fatto seguire la consegna al ministro del simbolo del leone marciano e della bandiera regionale – In Veneto  l’identità storica, culturale e linguistica è forte e radicata dopo 1100 anni di governo della Serenissima. Questa non è una operazione ‘amarcord’, ma di valorizzazione di un patrimonio culturale che è vivo e ricchissimo: basti pensare che nella nostra regione sette persone su dieci pensano e parlano in lingua veneta». Sul “Veneto, museo a cielo aperto” da scoprire, conoscere e valorizzare e sui contenuti di una intesa sinergica che “contribuirà ad arricchire il curriculum scolastico dei veneti in ambito umanistico e letterario” ha posto l’accento il ministro Bussetti, citando il veneziano Carlo Goldoni (“Il mondo è un bel libro ma poco serve a chi non lo sa leggere”). «Questa è una  esperienza che verrà esportata anche in altre regioni perché trova fondamento nel quadro normativo nazionale della scuola dell’autonomia”, ha assicurato il titolare del dicastero della scuola, mettendo in luce il duplice obiettivo del protocollo: favorire il riconoscimento dell’eredità culturale di ogni realtà territoriale; e promuovere la conservazione dei beni culturali, perché l’identità del luogo dove si vive è il fondamento della cittadinanza culturale».

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