Rischio schianto tra aerei al "Canova": «Ognuno si assumerà le sue responsabilità»

Parla Giulio Corradetti, presidente del "Comitato No Aeroporto Treviso". Zanoni (PD): «Episodio gravissimo»

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«Quanto accaduto lo scorso 7 maggio al Canova è gravissimo, anche se fortunatamente non ci sono state conseguenze. Adesso attendiamo l’esito dell’inchiesta dell’Ansv (Agenzia nazionale per la sicurezza in vol), ma è certo che bisogna prima investire in sicurezza e dopo pensare ai piani di sviluppo». Andrea Zanoni, consigliere del Partito Democratico, commenta così l’episodio dei due Boeing, uno in decollo e l’altro in atterraggio, che si sarebbero potuti scontrare sulla pista trevigiana la mattina del 7 maggio scorso.

«Una tragedia evitata per pochissimi secondi e che non può non chiamare in causa la crescita esponenziale dei voli. Il numero massimo, fissato nel 2007 dal ministero dell’Ambiente, è 16.300, limite che normalmente superato già a settembre. E ora, con il nuovo masterplan, Save ha ottenuto un incremento fino a 22.500 voli annui. È ovvio che se aumentano i voli, aumenta anche il rischio di incidenti, è una questione di probabilità matematiche, non un’opinione a maggior ragione se uno scalo, come il Canova, ha l’uso alternato di una sola pista. È indispensabile investire in sicurezza, mancano sistemi radar adeguati: non è possibile che l’unico strumento di controllo del traffico sia ‘a vista’ dalla finestra della torre di controllo. In una situazione del genere permettere migliaia di decolli e atterraggi annui ‘in deroga’ ai moderni sistemi di sicurezza lo trovo estremamente pericoloso, specie se consideriamo l’area altamente popolata su cui insiste l’aeroporto».

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