Un centro di ascolto a Treviso per dare aiuto a chi soffre di ansia e depressione

Il progetto presentato all'Ulss 2 con testimonial Viktor Staudt: per il sindaco di Treviso, Mario Conte, esperienza da portare nelle scuole

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di TrevisoToday

Costituire un centro di ascolto per dare aiuto a chi soffre di ansia e depressione da realizzarsi presso l'Ulss 2. E' quanto è emerso durante l'incontro organizzato dall'Associazione Parliamone nella sala convegni dell'Ospedale di Treviso. L'iniziativa, intitolata "Riemergere si può... Parliamone" ha visto come testimonial Viktor Staudt: scrittore e relatore internazionale che, dopo aver tentato di togliersi la vita gettandosi sotto un treno, perdendo le gambe, si è invece fatto ambasciatore della gioia di vivere.

Ad aprire i lavori del convegno il Sindaco di Treviso, Mario Conte: «Cadere nella vita può succedere e - ha detto il sindaco ad una sala gremita - bisogna rialzarsi e se non ce la si fa da soli sappiamo che è possibile tendere la mano per ottenere un aiuto». Per il primo cittadino la storia di Viktor Staudt deve essere raccontata «specialmente nelle scuole dove si vive in questa bolla dei social network».

«Sono qui – ha spiegato Viktor Staud - perchè spero che raccontando questa mia storia possa essere più facile anche per una sola persona che sta ascoltando, e sta soffrendo, parlare dei suoi problemi. E' parlando che si trova la soluzione anche se so che questo tema spesso è ancora considerato un tabù». D'altronde anche Viktor ha dovuto maturare, a livello interiore, la consapevolezza che che il racconto della sua esperienza avrebbe potuto aiutare persone afflitte da stati di ansia e di depressione tant'è che per lungo tempo «mi vergognavo e quando mi chiedevano come mai io fossi su una sedia a rotelle raccontavo che avevo perso le gambe dopo un incidente in moto». «Sappiamo - ha spiegato Marco Pavan, presidente dell'associazione Parliamone, toccato in primis dal dramma nella sua famiglia - che il tema del suicidio è un tema difficile. Invece occorre parlarne e noi siamo qui per questo: per aiutare chi soffre di depressione a parlarne, ad aprirsi. Quando l'irreparabile succede chi resta si chiede perchè è successo? Perchè non ne abbiamo parlato? Parlate, confidatevi: questo è il messaggio». «Oggi il problema - ha sottolineato Gaia Paiar, psicoterapeuta - è chi non prende posizione, chi crede che il silenzio non sia una scelta. Serve, sopratutto alle nuove generazioni, mettere in chiaro che anche il silenzio è una scelta, è un atto, è un gesto. A chi ci rivolgiamo? Alle persone normali, che hanno delle semplici e piccole difficoltà nel quotidiano il cui effetto viene amplificato dalla solitudine. I nostri ragazzi possono avere magari migliaia di amicizie virtuali ma un amico in carne ed ossa può fare la differenza. Ogni anno in Italia un piccolo paese scompare nell'indifferenza».

All'incontro è intervenuto anche George Louis Del Re, nuovo direttore dei servizi socio-saniatri dell'Ulss 2 che ha sottolineato l'interesse per una collaborazione con Parliamone in virtù del bisogno di coinvolgere sul tema tutte le componenti della società civile. Sono intervenuti, per Amarv – Associazione Malati Reumatici del Veneto, Alfredo De Rosa, che ha coordinato l'incontro e la Presidente di Anmar - Associazione Nazionale Malati Reumatici Silvia Tonolo.

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