Mariapia Fanna Roncoroni, Artista, chi sei?

La mostra al museo Luigi Bailo e Palazzo Robegan di Treviso, dal 25 Gennaio al 15 Marzo 2020

Pia che scolpisce libri muti

Venerdì 24 Gennaio 2020 alle ore 18.00 nelle sale espositive del Museo Luigi Bailo e di Palazzo Robegan a Treviso verrà inaugurata la mostra Mariapia Fanna Roncoroni. Artista, chi sei?, prima vasta retrospettiva della poliedrica artista, a due anni dalla morte. L’esposizione, promossa e patrocinata dalla Città di Treviso, è organizzata dai Musei Civici di Treviso in collaborazione con l’Archivio Mariapia Fanna Roncoroni. Curata da Myriam Zerbi e Sabina Vianello, ripercorre, nell’allestimento di Mara Zanette, l’intero arco poetico e di produzione di Mariapia Fanna Roncoroni (Milano 1925-Villorba 2018). Saranno esposte più di duecento opere, realizzate nei più diversi materiali, dalla terracotta al legno, dal plexiglas all’alluminio, dalla carta alla iuta, dal ferro al pelouche, oltre a disegni e grafiche che raccontano settant'anni di attività dell'artista, milanese di nascita, trevigiana d’adozione ma decisamente cosmopolita per vissuto, ispirazione e creatività. Alcuni dei lavori vengono presentati per la prima volta al pubblico.

Il percorso espositivo parte dagli esordi figurativi – disegni a carboncino e sanguigna, illustrazioni e scabre teste ritratte in terracotta e bronzo – per giungere all'arte concettuale in cui orizzontale e verticale si incontrano nel segno-simbolo LUILEI, binomio grafico nero (LUI) e magenta (LEI) che, divenuto trama grafico-simbolica, invade lo spazio di quaderni, di ambienti, di messaggi sospesi. Il visitatore potrà trovare una rassegna ricca e varia che accende le più diverse temperature emotive: opere monumentali come la grande Libreria di Libri Muti, un’austera impalcatura del sapere composta di volumi di legno trafitti da chiodi antichi, o lavori perturbanti come l'installazione Muta Protesta, nove stazioni di un 'calvario' contemporaneo che denunciano l'orrore dell'artista per le violenze perpetrate contro i bambini. Sono distribuite, nelle due sedi, sculture quali gli Ovoidi, 'spaccati' da lame incandescenti perché l'energia contenuta dalla materia possa liberarsi attraverso le slabbrature, opere archetipicamente dense di insidie come i Labirinti, ironiche come il Libro del burattinaio Canova che regge i fili delle sue creazioni, nascostamente significanti come i Tetraedri che, compenetrandosi, formano nuove strutture (i Tetraincontri), alludendo alle complesse dinamiche della coppia, creazioni improbabili come le seggiole LUILEI che formano il salottino dell'artista le cui sedute sono occupate da libri inchiodati.

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Mariapia Fanna Roncoroni, partita dalla sua città natale, Milano, dopo una formazione internazionale che la vede proseguire gli studi a Ginevra (École des Beaux Arts) e a Buenos Aires (Academia de Bellas Artes), si stabilisce a Treviso nel 1950. Vive la sua lunga vita d’artista partecipando a numerose esposizioni in tutto il mondo, con personali e collettive in gallerie e spazi museali, da Roma a Vienna, da Milano a Buenos Aires, da Düsseldorf a Parigi, da Lisbona a New York. Presenza costante alle diverse edizioni di Arte Fiera a Bologna, ha portato le sue performances al Petit Palais di Parigi ed è stata invitata alla XLVI Biennale d’Arte di Venezia nel 1995, e alla LVII Biennale del 2017 con gli amici di Verifica 8+1. Tra le pioniere in Italia della Mail Art (Arte Postale), veicolo di decise prese di posizione a livello globale contro violenze e ingiustizie, ha partecipato a esposizioni in Cile, Messico, Brasile, Turchia, Olanda, Germania, Grecia, Stati Uniti, Corea, Svizzera, Belgio, Spagna. Ha continuato a lavorare nella campagna trevigiana fino al suo ultimo giorno (18 febbraio 2018).

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