Andrea Meneghel nuovo Segretario generale della FAI Cisl Belluno Treviso

Eletto a Cornuda dal consiglio direttivo territoriale

Andrea Meneghel

Andrea Meneghel è il nuovo segretario generale della Fai Cisl Belluno Treviso, la Federazione dei lavoratori del settore agroalimentare (agricoltura, industria e artigianato alimentare) e dell’ambiente (forestali, Consorzi di Bonifica) che conta 2400 iscritti nelle due province. Meneghel, 47 anni, trevigiano, già nella segreteria della categoria, è stato eletto oggi, venerdì 14 dicembre, dal Consiglio direttivo territoriale, riunitosi a Cornuda, alla presenza del segretario generale nazionale Fai Onofrio Rota e del segretario generale della Cisl Belluno Treviso Cinzia Bonan. Subentra a Riccardo Bernard, al timone della Fai Belluno Treviso dal 2015. Assieme a Meneghel, in segreteria, è stato eletto Corrado De Salvador e confermata Nesida Luechtefeld. Andrea Meneghel 47 anni, trevigiano, è entrato nel mondo sindacale tra le fila della Filca, la Federazione del legno e dell’edilizia, diventando delegato in un’azienda del settore del legno-arredo alla fine del 2001. Dal 1° marzo 2006 ha iniziato a lavorare a tempo pieno nella Fai, prima come operatore, poi, dal 2009, come componente della segreteria. Il rinnovo della segreteria è nel segno della continuità: Bernard rimarrà nello staff della Fai territoriale, a supporto delle attività della segreteria. “Faccio i migliori auguri al neo-segretario Meneghel - afferma Bernard - e sottolineo che si tratta di un avvicendamento che si realizza in piena continuità con il lavoro svolto in questi anni caratterizzati dalla fusione territoriale tra le province di Belluno e Treviso, nel 2013”.

«Ringrazio la Fai Cisl - dichiara Meneghel -, il segretario generale uscente, i miei colleghi e delegati per la fiducia dimostratami. La squadra è molto affiatata e collaudata e lavoreremo tutti insieme per migliorare la qualità dell’azione sindacale attraverso la tutela e i servizi per i lavoratori, in primo luogo per i nostri associati, puntando su un rafforzamento della contrattazione di secondo livello e un dialogo costruttivo e responsabile con le imprese. Crediamo in un sindacato che prende vigore dalle sue radici e dal territorio attraverso una sempre maggiore partecipazione consapevole dei lavoratori, che trovano nella nostra organizzazione un punto di riferimento fondamentale a livello sindacale ma anche sociale».

Il settore agroalimentare trevigiano e bellunese si è difeso bene dalla crisi degli ultimi anni, con comparti trainanti, come il vitivinicolo, trascinato dall’export e dal Prosecco, e altri in sofferenza, come il lattiero-caseario, indebolito dalla flessione dei consumi interni e da uno scarso margine di profitto nelle vendite.

«Le aziende andate seriamente in difficoltà - spiega Meneghel - molto spesso si sono fatte del male da sole, con investimenti sbagliati o azzardati e scelte imprenditoriali e finanziarie poco felici. La crisi congiunturale si è fatta sentire nella misura in cui, in un clima di rallentamento generale, le imprese del settore hanno preferito una posizione difensiva, tant’è vero che dal punto di vista dell’occupazione registriamo una situazione di stabilità e prudenza da parte delle aziende, che prediligono i contratti a tempo determinato e quelli in somministrazione, orientandosi verso una forte flessibilità contrattuale».

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