Camera di Commercio all'Appiani, ultimatum di Fondazione Cassamarca

Entro fine febbraio, se lo stallo non si sbloccherà, Ca' Spineda sarà libera di provvedere a una diversa destinazione dell’immobile "anche per prevenire -si legge in un comunicato- l’ulteriore aggravarsi del danno e dare forma compiuta alla Cittadella delle Istituzioni"

La cittadella "Appiani"

Dalle minacce di adire alle vie legali ad un vero e proprio ultimatum. Continua la guerra aperta tra Fondazione Cassamarca e Camera di Commercio di Treviso per il mancato trasferimento all'Appiani dell'ente camerale. Nella riunione degli organi della Fondazione che si è svolta oggi, lunedì, arriva l'ennesimo, questa volta l'ultimo avviso ai vertici di piazza Borsa. Ca' Spineda si dice pronta a formalizzare l'accordo, bloccato perchè ritenuto giustamente troppo oneroso, ma non oltre il mese di febbraio, al termine del quale la Fondazione, come si legge in un comunicato emesso nel pomeriggio, "si riterrà libera di provvedere a una diversa destinazione dell’immobile anche per prevenire l’ulteriore aggravarsi del danno e dare forma compiuta alla Cittadella delle Istituzioni in area Appiani".

Il comunicato di Fondazione Cassamarca

Gli Organi della Fondazione, riunitisi in data odierna, preso atto dei plurimi interventi sulla stampa relativi alla vicenda che coinvolge la CCIAA di Treviso e Fondazione Cassamarca, al fine di garantire a tutti una corretta informazione, hanno deciso di riepilogare i tratti salienti della vicenda, come di seguito riportati: con atto di citazione del 26 giugno 2013, Fondazione Cassamarca e Appiani 1 convenivano in giudizio la CCIAA di Treviso per il risarcimento dei danni tutti ricollegabili al mancato acquisto da parte della stessa del fabbricato “C”, ubicato nel complesso Appiani. L’importo richiesto quale risarcimento è stato quantificato in Euro 15.000.000; con Ordinanza del 5 maggio 2015, il Giudice disponeva due perizie d’ufficio. La prima, tecnico-estimativa, diretta a individuare i danni patiti in relazione ai costi sostenuti da Fondazione e Appiani per le modifiche progettuali richieste dalla CCIAA tra il 2007 e il 2012, l’eventuale deprezzamento subito dall’immobile, l’incidenza delle modifiche sulla commerciabilità del bene;

La seconda perizia, di natura contabile, diretta ad accertare se e in quale misura eventuali maggiori costi sostenuti abbiano generato maggiori oneri finanziari e mancati ricavi a carico di Fondazione e Appiani 1; quanto alla prima perizia, nel febbraio 2019, l’ing. Marella, c.t.u. tecnico incaricato dal Giudice, ha quantificato in Euro 5.862.992,85, i danni patiti da Fondazione Cassamarca e Appiani 1 Srl (al netto di interessi e rivalutazione). L’importo risulta così dettagliato: quanto a Euro 3.079.817,85 per maggiori costi sostenuti, Euro 1.982.175 per il deprezzamento ed Euro 801.000 per la ridotta commerciabilità dell’immobile; quanto alla seconda perizia, richiesta per la determinazione degli oneri finanziari sostenuti da Fondazione Cassamarca e Appiani 1 Srl e dei mancati ricavi derivanti dall’impossibilità di utilizzo dell’immobile libero, il perito incaricato dal Giudice dovrà giurare il prossimo 11 febbraio;

Fondazione Cassamarca e Appiani 1 Srl hanno sempre manifestato piena disponibilità per una chiusura amichevole del contenzioso e in particolare, nell’ultimo anno, impegnandosi a rinunciare a ogni forma di risarcimento dei danni a fronte del pagamento di un adeguato corrispettivo per l’acquisto della torre “C”. Tale corrispettivo è stato individuato dalla stessa CCIAA sulla base di una perizia del prof. Stellin, professore emerito di Estimo nell’Università di Padova, nominato dalla CCIAA quale proprio consulente. Invero, in data 30 gennaio 2019, la CCIAA, con lettera del presidente indirizzata a Fondazione Cassamarca e Appiani 1 Srl, manifestava la disponibilità ad acquistare il fabbricato “C” presso l’Area Appiani per l’importo di Euro 27.600.000, nonché 100 posti auto per un corrispettivo di 1.800.000 Euro;

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il 4 marzo 2019, la CCIAA comunicava alla Fondazione che “la Giunta Camerale nella seduta del 26 febbraio 2019, ha deciso di confermare la disponibilità ad acquistare l’immobile denominato Torre “C” … e n. 100 parcheggi” al prezzo complessivo di Euro 30.000.000; stanti queste indicazioni, la Fondazione ha inserito l’importo di 30.000.000 di Euro nel Documento programmatico triennale sottoposto all’approvazione del Ministero dell’Economia e delle Finanze, ovvero del Ministero che esercita la vigilanza e il controllo sulla Fondazione; nonostante le molteplici sollecitazioni di Fondazione e Appiani 1 srl verso la CCIAA perché si formalizzasse quanto concordato davanti al Tribunale di Treviso, così da concludere con un verbale di conciliazione il contenzioso, la CCIAA non ha mai ritenuto di procedere in tal senso; a fronte di tutto ciò, Fondazione Cassamarca e Appiani 1 srl (ora Ca’ Spineda srl), sono ancora comunque pronte a formalizzare il predetto accordo, precisando peraltro che non è loro consentito attendere oltre il corrente mese di febbraio; decorso pertanto inutilmente anche questo ennesimo termine, la Fondazione si riterrà libera di provvedere a una diversa destinazione dell’immobile anche per prevenire l’ulteriore aggravarsi del danno e dare forma compiuta alla Cittadella delle Istituzioni in area Appiani.

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