Centro della Famiglia in audizione in Regione: le istanze sottoposte

Già quindici parlamentari veneti hanno dato supporto all’assegno unico per i figli

Il centro della famiglia di Treviso

Questa mattina la Fondazione Centro della Famiglia è stata ascoltata in audizione alla V Commissione Consigliare della Regione del Veneto in merito al disegno di legge di iniziativa della Giunta Regionale (DGR 14/DDL 6/8/2019) per “Interventi a sostegno delle famiglie e della natalità”. Il Centro della Famiglia ha prima di tutto riconosciuto la giusta direzione della legge, soprattutto perché distingue le politiche familiari dalle politiche di lotta alla povertà, riconosce che la famiglia non è solo luogo di problemi ma cellula fondamenta per le comunità, pone il tema della natalità al centro dell’attenzione, ragiona in termini di “welfare di comunità”. Resta tuttavia aperto il grande tema della denatalità. Il crollo demografico lascia sconcertati, e le famiglie, ma anche gli studiosi di settore, reputano del tutto inappropriata la risposta che il sistema italiano ha saputo offrire fino a oggi. I dati nazionali annichiliscono ma anche il nordest paga un grave scotto.  I nati in Veneto nel 2008 sono stati 48.601, e la picchiata degli ultimi 10 anni ci ha portato ai 35.573 nati del 2018 (fonte Istat) con un calo di quasi il 27%. Il trend del 2019 sembra tristemente allinearsi.

È necessario porre particolari energie ed attenzioni al tema della natalità. Durante l’audizione, il Centro della Famiglia ha sottoposto alcune istanze alla valutazione della Commissione:

·    Tempi di lavoro e tempi di famiglia. Lavoro Femminile: è dimostrato che nel mondo occidentale esiste un aumento proporzionale tra lavoro femminile e natalità, quindi è fondamentale provvedere in modo più deciso per favorire l’occupazione femminile elastico e armonizzato. Welfare aziendale per famiglia e natalità: sarebbe positivo sostenere le aziende che sviluppano un welfare interno a favore della famiglia, per rendere family friendly anche il mondo del lavoro. Armonizzazione dei tempi di lavoro e della famiglia: è importante raggiungere accordi regionali, con la Regione a regia dell’iniziativa, che possano sviluppare l’impresa sia in termini di sostenibilità ambientale che sociale.

·    Ristrutturazione del sistema regionale dei consultori familiari: perfezionare l’integrazione tra consultori pubblici e privati, perfezionare il sistema dei Consultori Socio Sanitari privati, approfondire il “modello lombardo” dei consultori privati.

·    Istituire il Fattore Famiglia Regionale per quanto concerne il fisco in favore del sistema famigliare ed attivare il Fattore Famiglia Regionale.

·    Definizione del livello dei servizi alle famiglie: Supporto ai Comuni per l’avvio o l’implementazione della Carta Famiglia, attivazione dei Distretti per la famiglia e potenziamento delle Alleanze per la famiglia.

·    Supporto alla fertilità: promuovere la sperimentazione e l’attivazione di percorsi di supporto ai progetti generativi delle coppie sub fertili come “Percorso Famiglia Fertile” promossa da Ulss della Marca Trevigiana e dal Consultorio Centro della Famiglia di Treviso.

·    Avviare un processo di rivoluzione dei tempi della scuola: sviluppare il progetto “Scuole aperte” del Miur, permettere l’accesso scolastico gratuito dai 3 ai 18 dalle 8.30 alle 16.

Nel frattempo, in merito alla richiesta di inserimento dell’Assegno Unico Universale per i figli nella Legge di Bilancio 2020, inviata a tutti i parlamentari veneti dal Centro della Famiglia, hanno risposto assicurando pieno e convinto sostegno i deputati Giorgia Andreuzza (Lega), Maria Cristina Caretta (FDI), Dimitri Coin (Lega), Gian Pietro Dal Moro (PD), Roger De Menech (PD), Lorenzo Fontana (Lega), Franco Manzato (Lega), Ciro Maschio (FDI), Nicola Pellicani (PD), Alessandro Zan (PD), Diego Zardini (PD) e i senatori Massimo Candura (Lega), Vincenzo D’Arienzo (PD), Andrea Ferrazzi (PD) e Gianpaolo Vallardi (Lega).

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