Treviso Comic Book Festival chiude con oltre 40mila presenze

Gli organizzatori tracciano il bilancio di un grande evento internazionale. Appello alla città: «Senza una sede fissa per la mostra-mercato potrebbe non esserci l'edizione 2020»

Code all'ingresso della mostra mercato

Continua la crescita del Treviso Comic Book Festival, il festival internazionale di fumetto e d’illustrazione, sia dal punto di vista dei numeri che della qualità artistica delle esposizioni.

La formula delle 15 mostre, la nuova mostra mercato nell’ex Questura di Treviso, la partecipazione a esposizioni, laboratori, incontri, conferenze. Se il trend delle prossime due settimane sarà quello dell’anno scorso, verranno sicuramente ampiamente superati i 40mila visitatori al festival nel suo complesso. Dal 26 al 29 settembre dunque, il festival ha reso Treviso la capitale internazionale del fumetto di qualità, dell’illustrazione contemporanea, della sperimentazione artistica multimediale. Un mezzo miracolo, visti i presupposti della nuova sede. E infatti il direttivo del festival ora chiede alla città la garanzia di poter programmare a lungo termine. Oltre 40mila visitatori tra esposizioni, mostra mercato, inaugurazioni ed eventi: numeri in aumento rispetto al 2018 e 2019 nonostante i cambiamenti logistici. Quasi 300 vetrine già disegnate e altre in arrivo, oltre 430 presenze turistiche solo quelle in carico all’organizzazione, più altri 250 autori invitati direttamente dal festival e 250 arrivati per conto proprio o chiamati dagli editori, 25 (erano 18 nel 2016) le case editrici presenti, raggiunta quota di ben 60 autoproduzioni (con realtà anche da Romania, Bulgaria e Norvegia), 111 volontari da tutta la penisola, nei due giorni di mostra mercato oltre 13mila libri a fumetti venduti. Code sia al sabato che alla domenica pomeriggio per accedere alla mostra mercato, code per farsi dedicare i libri da star del fumetto come Zerocalcare, Sio, Jen Wang, Filippo Scozzari, gli ospiti giapponesi, Dottor Pira e moltissimi altri. Sono andati subito sold-out diversi libri usciti proprio in occasione del festival, segno che le case editrici credono sempre di più nella vetrina trevigiana per lanciare i propri prodotti.

Le mostre e i workshop

Nelle quattro giornate, dal 26 al 29 settembre sono state inaugurate 15 mostre, registrando una partecipate media di presenze all’apertura tra i 300 e i 500 visitatori, impressionati per l’originalità e la creatività degli allestimenti, oltre che ovviamente delle opere esposte. Le mostre rimarranno aperte altre due settimane. I workshop sono andati tutti sold out, ben 600 nel complesso i partecipanti di ogni età – bambini a partire dai 6 anni, ragazzi e ragazze delle scuole medie e superiori, adolescenti, giovani, adulti e professionisti – ai laboratori organizzati nella quattro giorni di festival e nella settimana precedente in svariate classi delle scuole elementari di Treviso.

La mostra mercato

Un’unica sede, l’ex Questura di Treviso concessa dalla Carlo Alberto Srl nella persona di Roberto Alibardi, per il tramite di Fondazione Cassamarca. Case editrici al piano terra, negozianti al primo piano, autoproduzioni nell’ex autorimessa della squadra mobile. Con un ampio piazzale al centro, luogo di incontro tra autori e pubblico. Una scommessa, l’ennesima, vinta dal festival: la gestione logistica ha funzionato, il pubblico è fluito in modo ordinato rispettando le norme sulla sicurezza e tutto si è svolto nel migliore dei modi, con pochi disagi e code assolutamente accettabili. Editori e autori hanno dimostrato grande affetto e partecipazione, oltre alla soddisfazione nelle vendite. Tutti hanno apprezzato la nuova sede, sia gli addetti ai lavori che i trevigiani stessi, scoprendo un nuovo angolo della città che non era stato ancora raggiunto dal Treviso Comic Book Festival. Una nuova sede, però, che ha costretto il festival a un grande dispendio di energie e di fondi per poter garantire al pubblico l’accesso a un luogo chiuso ormai da 8 anni. E così, dopo aver riscoperto l’ex Umberto I dell’Israa, il Palazzo ex Ance della Fondazione Cassamarca e ora l’ex Questura, gli organizzatori oggi in conferenza stampa hanno fatto capire che le energie sono esaurite. «Ci piace aprire i buchi neri della città e rimetterli a nuovo, ma questo ci costa uno sforzo, in termini di lavoro e risorse economiche, non più sostenibile. Quest’anno è stata davvero un’impresa – spiegano – una magnifica impresa, ripagata dall’affetto della città, dei visitatori e del pubblico, oltre che dagli addetti ai lavori. Ora però, per il bene del festival e di tante altre realtà culturali, è necessario trovare una sede che possa ospitare la mostra mercato, cuore pulsante del festival, per un periodo lungo, di almeno 3 anni, altrimenti per noi diventa davvero difficile programmare una prossima edizione. Per questo, lanciamo l’appello alla nostra città».

Le mostre del Treviso Comic Book Festival continueranno per altre tre settimane, visto che nei prossimi giorni verranno inaugurate sabato 5 ottobre: “Il fumetto di realtà tra Italia e Giappone” di Filosa da Papermedia, “Salvo imprevisti” di Lorena Canottiere da Ikyia,  infine la collettiva “Warlords: i Guerrieri della Notte” all’ex Caserma Piave.

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