Metalmeccanici, adesione allo sciopero all’80% in provincia

Le tute blu trevigiane incrociano le braccia per 8 ore e prendono parte alla protesta a Milano

La delegazione della Fiom

Lo sciopero indetto da Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm Uil per oggi, 14 giugno, ha visto un’adesione media pari all’80% in provincia di Treviso, con punte del 100% all’Electrolux di Susegana e alla De’ Longhi di Treviso. I sindacati unitariamente chiedono a Governo e imprese di ascoltare le richieste dei lavoratori. Buona anche la partecipazione trevigiana alla manifestazione nazionale che si è svolta questa mattina a Milano: partiti dal territorio 6 pullman.

Dando uno sguardo alle grandi realtà industriali della Marca, l’adesione allo sciopero ha registrato tra gli operai percentuali importanti: 90% alla Zorzi di Treviso, 80% alla Stam di Treviso, alla Breton di Castello di Godego e all’Irca-Rica di Vittorio Veneto, 75% alla Cma di Susegana, 100% degli addetti alla produzione alla Sole di Oderzo e alla Berco di Castelfranco Veneto, 65% alla Sipa Gruppo Zoppas di Vittorio Veneto.

Le sigle sindacali dei metalmeccanici sottolineano come le trasformazioni che stanno investendo il mondo delle imprese, e più in generale il sistema della manifattura, impongano scelte che devono essere in grado di rispondere alla necessità di crescita dei settori strategici attraverso il rilancio degli investimenti pubblici e privati, il sostegno all’occupazione, ai salari e alla domanda interna e investimenti strategici di lungo periodo in formazione e nuove tecnologie. Per Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm Uil l’orientamento e alcune scelte del Governo rischiano, in una situazione di recessione come quella che si sta profilando, di accentuare una condizione economica e sociale già critica.

Per questo “è necessaria una redistribuzione della ricchezza anche attraverso politiche salariali e fiscali mirate ad alleggerire la pressione fiscale sui redditi da lavoro dipendente e una esigibilità della contrattazione in fabbrica - evidenziano i sindacati -. L’Esecutivo deve adottare politiche mirate a contrastare delocalizzazioni e le chiusure, a sostenendo l’attrattività degli investimenti industriali. Investire per creare occupazione, attraverso il consolidamento di alcuni settori in cui siamo leadership e attraverso incentivi per l'ecosostenibilità del nostro sistema industriale. Un investimento - continuano Fiom, Fim e Uil trevigiane - che non può prescindere dall’affrontare seriamente la questione della sicurezza sul lavoro”. E anche sul fronte della previdenza le sigle metalmeccaniche ribadiscono la propria insoddisfazione chiedendo un sistema previdenziale “più equo, più flessibile e più solidale in cui l’età pensionabile tenga conto del lavoro che realmente si è svolto, con particolare attenzione alle mansioni usuranti”.

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