«Siamo abbandonati, a chi dobbiamo chiedere aiuto per aiutarvi?»

La lettera aperta della segreteria provinciale del COISP di Treviso

La polizia

Nei giorni scorsi abbiamo avuto modo di leggere sui quotidiani locali la denuncia fatta dall’ASCOM e dai commercianti Trevigiani a seguito dell’escalation di furti. Alle dichiarazioni delle sigle sindacali della Polizia di Stato che hanno chiesto l’aumento di poliziotti nella marca trevigiana, il Questore di Treviso dopo aver esternato la classica frase “ i reati sono in calo ” con le sue successive affermazioni ha palesemente screditato il lavoro e l’immagine di quei poliziotti che dovrebbe tutelare. Pur comprendendo le linee e le indicazioni politiche, riteniamo spregevole quanto dichiarato e, con il massimo rispetto verso l’Autorità che rappresenta il dottor MONTARULLI, non possiamo assolutamente accettare le sue dichiarazioni. L’asserire che la situazione a Treviso sta fortemente migliorando, dimostra la scarsa considerazione delle problematiche che gli vengono segnalate da tutte le sigle sindacali sia della Polizia di Stato che dell’Amministrazione Civile dell’Interno.

Dopo la sua dichiarazione “il compito dei dirigenti è di razionalizzare l’impiego del personale” affermando che con lo strumento informatico recupera il personale da dietro le scrivanie e dagli archivi, non ha fatto altro che comprovare la nostra ultima richiesta di intervento dell’Ufficio Relazioni Sindacali del Ministero dell’Interno, dovuta all’enorme carico di lavoro che si ritrovano quei pochi operatori che, come lui afferma, lavorano dietro le scrivanie. Per il COISP il compito dei Dirigenti è quello di fare in primis i poliziotti, e poi di cercare di coadiuvare il personale per riuscire a fornire il massimo servizio alla collettività, facendo in modo di tutelare quegli operatori che mettono in secondo piano la loro vita e le loro famiglie per il bene delle persone. Di certo questo nostro pensiero va a cozzare con le affermazioni di un manager che non considera la protezione sociale, il benessere e la sicurezza dei poliziotti oltre al rischio per il lavoro che questi operatori espletano.

Asserire di voler recuperare personale dalle scrivanie, quando quei pochissimi poliziotti che lavorano in ufficio fanno i salti mortali per gestire le indagini e le attività richieste dagli utenti ( passaporti, porto d’armi, permessi di soggiorno) espletano servizi di polizia esterni è un affermazione assurda Senza mettere in secondo piano il fatto che gli uffici investigativi hanno pochissimo personale e quindi non riescono a garantire la totale attività lavorativa o, prendendo ad esempio il personale addetto al controllo rilascio armi e controllo locali “ due persone ” che stanno dietro una scrivania per indagini e devono fare salti mortali per fare i controlli esterni. Come fa a dichiarare che vuole recuperare poliziotti dagli archivi quando lui stesso, ha trasferito in archivio l’unico poliziotto pochi mesi fa in sostituzione dell’unico archivista? Parla di strumento informatico per ottimizzare e snellire le pratiche, senza considerare che quelle pratiche devono essere gestite da quei pochi operatori che lavora dietro le scrivanie e che spesso devono mettere in secondo piano alcune attività per sbrigarne altre. Si parla di strumenti informatici quando attualmente lavoriamo anche con archivi cartacei !!

Ha parlato di personale tecnico di nuova assunzione, per quello che ci risulta non sono arrivati operatori tecnici e attualmente quei pochi che ci sono, stanno facendo i salti mortali per riuscire a gestire l’informatizzazione della Questura o fare altre attività loro deputate Ha parlato di sicurezza in strada e di nucleo prevenzione crimine vantando l’arresto del rapinatore di Conegliano omettendo che quel giorno i colleghi che stavano effettuando il servizio di osservazione erano stati abbandonati a loro stessi visto che non avevano una pattuglia di appoggio, e ringraziamo Dio se non è successo di peggio. Ha dimenticato che a Conegliano non riescono a garantire la volante h/24. Infine ha affermato che a Treviso le dotazioni sono adeguate dimenticando che ci sono poliziotti che non hanno la divisa e che la maggior parte non ha il cinturone idoneo e che i poliziotti devono stare attenti alla divisa o a non ingrassare in quanto non ve ne sono per sostituirle. Certamente, fino a quando chi ci comanda copre la realtà in cui vivono i poliziotti Trevigiani, continueremo a lavorare sotto stress psicofisico e, cosa peggio, senza nessuna speranza di ricevere aiuti da chi si trova nelle sedi opportune.

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La segreteria provinciale del COISP di Treviso

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