Alessandro Benetton alla posa della prima pietra del nuovo edificio del Pio X

Alla cerimonia il Vescovo di Treviso, Monsignor Gianfranco Agostino Gardin, e dal rettore Monsignor Ferruccio Lucio Bonomo

La cerimonia svolta ieri al Pio X di Treviso

Il cilindro di acciaio con la pergamena è stato inserito nel calcestruzzo delle fondazioni e ricoperto con il tappo del pozzetto, sigillato con malta e cazzuola dal vescovo mons. Gianfranco Agostino Gardin, da Alessandro Benetton e dal rettore mons. Ferruccio Lucio Bonomo. Qui sorgerà l’edificio dedicato alle classi del Pio X International, costo al di sotto di 1,5 milioni di euro sostenuto dalla Diocesi e dal contributo importante dell’ex allievo Alessandro Benetton. Alla cerimonia di benedizione e posa della prima pietra erano presenti anche il vicario generale mons. Adriano Cevolotto, i componenti del consiglio di amministrazione della Fondazione Collegio Pio X, mons. Lino Cusinato, i dirigenti Claudia Placidi, Laura Catella e il presidente degli Istituti Simone Ferraro, il padre spirituale don Cristiano, l’amministratore della Fondazione Sergio Criveller, rappresentanti dei genitori e degli ex allievi, il progettista Andrea Fuga e i titolari di Guain Costruzioni e Restauri.

L’edificio in progetto si sviluppa con una superficie coperta di 605,35 m2, un volume urbanistico di 5108,75 m2 ed una superficie lorda di pavimento di 870,23 m2. La scuola si sviluppa su due piani, con piano primo riservato esclusivamente alle attività didattiche con 9 aule da 21 a 50 m2, al fine d’incontrare le esigenze didattiche che prevedono “sdoppiamenti” e “interconnessioni” multidisciplinari nella stessa classe. Il piano terra è ad uso palestra con relativi accessori e spazi di connessione; trovano collocazione anche delle aule studio. Per settembre di quest’anno si prevede l’utilizzo della porzione ad uso palestra di circa 220 m2 con i relativi vani accessori. La progettazione è stata volutamente riportata ad un’idea di architettura forte, concreta e duratura.

La semplicità ne caratterizza la composizione accostandosi alla sobrietà dell’esistente, proponendo un parallelepipedo con parti “scavate” ed “emergenti”, marcatamente razionalista e dai caratteri internazionali. Gli impianti elettrici sono di nuova concezione, con tecnologie d’avanguardia e forte dotazione digitale nelle varie aule e lavagne multimediali di ultima generazione. Da viale Bartolomeo d’Alviano e dal terrapieno delle Mura la visuale sarà morbida e neutra, mitigata dal filare d’alberi già esistente, lasciando parzialmente interagire l’ambiente esterno con il cortile interno, mantenendo comunque il senso d’”austerità” dell’istituzione. Il progetto è del geometra Andrea Fuga di Treviso.

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