In otto anni 54 agenti in meno alla Questura di Treviso

La denuncia del sincadato Silp Cgil: dai tagli alle risorse destinate al personale e mancate assunzioni si salvano solo i dirigenti

Una volante della polizia

Se è vero che la provincia di Treviso si colloca nella parte medio bassa della classifica nazionale per numero di reati denunciati, grazie all’impareggiabile impegno messo in campo sul territorio dalle Forze dell’Ordine, è altrettanto inconfutabile il continuo assottigliarsi degli organici della Questura, e il costante aumento dell’ètà media del personale. Dunque -a detta del SILP CGIL di Treviso- un risultato positivo che non deve costituire un alibi ma l’impulso per assumere maggiori e più giovani risorse, per continuare a mantenere la posizione in classifica e, anzi, scendere ancora più in basso.

L’organico della Questura di Treviso (che comprende il Commissariato di Conegliano), nel 2011 contava 338 dipendenti, compresi i 50 dell’Amministrazione civile dell’Interno e i 27 dipendenti dei ruoli tecnici e sanitari. Oggi, invece, i dipendenti sono 284, dei quali 44 del personale civile dell’Interno e 18 dei ruoli tecnici e sanitari, arrivando a soli 208 nel ruolo ordinario (-39 in otto anni). Cifre impietose che non hanno però interessato il personale dirigente e direttivo che negli anni presi in esame non si è mai discostato dal numero di 14 dirigenti e funzionari tranne nel 2014, quando erano ben 17. Sono 10 i poliziotti che hanno già cessato l’attività nel corso del 2019 e altri 7 sono prossimi al pensionamento per limiti di età nel 2020.

Sono proprio gli Uffici territoriali, soprattutto quelli delle città medio-piccole come Treviso, a soffrire maggiormente della carenza del personale -precisa il sindacato- L’effetto perverso e scellerato del taglio alla spesa pubblica, sommato al normale turnover, sta infatti mettendo in ginocchio l’intera macchina della sicurezza anche nella Marca, incidendo pesantemente sulla vita privata e lavorativa e sulla salute dei poliziotti che, ogni giorno che passa, manifestano insoddisfazione e difficoltà crescente nello svolgere pienamente e in serenità il proprio compito professionale e istituzionale, nonostante il costante impegno e la passione.

A restituire tale fotografia è la segreteria provinciale del sindacato SILP CGIL trevigiano Nicoletta Reibaldi che, inoltre, critica uno degli ultimi provvedimenti assunti dal Capo della Polizia Franco Gabrielli. Con una circolare emanata il 29 ottobre scorso il prefetto ribadisce il divieto di indossare e portare vestiario, accessori, materiale di equipaggiamento e oggetti non forniti dall’Amministrazione. «Una disposizione che - osserva la segreteria provinciale - non agevola certo il lavoro dei poliziotti. Rappresenta, piuttosto, uno scollamento dalla realtà da parte del vertice della Polizia. La divisa va evidentemente indossata in modo consono e aderente alla normativa, ma è l’Amministrazione che deve fornire tutto il necessario al personale, conferendo quanto indispensabile per garantire l’aspetto formale e principalmente quello operativo, così come la salute e la sicurezza. Invece ci troviamo di fronte a carenze enormi, con divise non assegnate o in quantità gravemente insufficienti (ad esempio una sola maglia estiva), o parti di esse, come i guanti antitaglio obbligatori dal 2014, mai consegnati».

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