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Alla scoperta dei quartieri trevigiani: ecco San Zeno

 

Il viaggio di Ascom-Confcommercio alla scoperta delle periferie fa tappa nel quartiere di San Zeno. Ubicato a sud del centro storico, conta circa 2650 abitanti, occupa un’area vicina alla stazione (facilmente raggiungibile attraverso il sottopasso pedonale) ed al quartiere San Lazzaro ed è attraversato dal Terraglio. Ha una grande parrocchia, dedicata a San Zeno, istituita nel 1957 ed una notissima ed attrezzata farmacia. Forte della vicinanza alla stazione e della posizione strategica lungo l’asse viario che collega Treviso a Venezia, San Zeno è un quartiere che - pur risentendo dell’invecchiamento demografico ed immobiliare -tiene salda la propria identità di zona comoda con il centro, vicina alla Ghirada (cittadella dello sport), ricca di giardini curati e di verde (il parchetto di via San Zeno è un luogo di aggregazione) fulcro di una residenzialità affezionata e partecipe, che ha saputo valorizzare le villette dei primi del ‘900, che cerca tranquillità e accessibilità, riesce ancora a mantenere i servizi essenziali ed il commercio di vicinato, pur risentendo di un passaggio dovuto al pendolarismo ed alla vicinanza con la stazione. Nota anche per la sede trevigiana della Uil, nelle ore di punta via Dandolo è sovraffollata. Lungo la via San Zeno e aree limitrofe, si contano ben 8 parrucchieri che, pur confrontati con la popolazione anziana, sono il segno evidente di una sostanziale tenuta residenziale della zona.

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E’ idealmente tre zone: la prima in via San Zeno e aree limitrofe che sbuca sul Terraglio, ricca di attività ed un bel parco. Ha da poco visto il ritorno dell’anguriaro, una tradizione del quartiere. La seconda vicina alla chiesa, con insediamenti residenziali anche recenti, la terza più vicina alla Ghirada verso San Lazzaro. Due le scuole primarie di riferimento da cui sono passati generazioni di trevigiani: le Don Milani e le Tommaseo, mentre la scuola media è la Felissent. Per entrambe le primarie, la classe prima è a rischio spopolamento e l’emergenza demografica si fa sentire. La chiusura di un plesso scolastico, sarebbe vissuta come una disgrazia per la popolazione di San Zeno. La mobilità pubblica assicura i collegamenti con le scuole superiori.

La pasticceria è un luogo simbolo del quartiere, rimasta inalterata nei decenni, garantisce ancora il rito delle paste della domenica ed è un luogo di forte aggregazione, esattamente come l’Osteria al Ragno, giunta alla terza generazione di osti, è un “evergreen”, mantiene integro il “protocollo” della cicheteria trevigiana doc, dell’ombra di vino, dei “bogoi”, del sorriso di Norino, interprete autentico del mestiere di osti, e- da sola – vale un viaggio o una sosta nel quartiere.

Pier Giuseppe Cossettini- pubblico esercente, fiduciario Ascom, anima del quartiere (foto qui in alto), cui si deve il merito di aver recuperato un paio di anni fa la festa di San Zeno re-interpretando la tradizione della famosa sagra di maggio degli Anni 70, chiede, con urgenza, due provvedimenti strutturali: «Il ripristino del manto stradale che sta causando disagi, cadute ed incidenti, e provvedimenti concreti per riportare i giovani e le coppie nel quartiere, nelle tante case di anziani deceduti, ora libere e chiuse, pronte per essere ristrutturate e riabitate».

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Sara Visentin (foto qui sopra), residente, attivissima presidente dell’Associazione Qua Sen Zeno, sostenitrice della festa di quartiere che si sta consolidando come vera festa intergenerazionale ed interculturale trevigiana, realizzata con la collaborazione economica dei commercianti e delle imprese locali, chiede: «Che la festa di settembre, venga riconosciuta ufficialmente tra gli eventi tradizionali di rilievo comunale e che il Comune consideri il quartiere per i propri eventi da realizzare in collaborazione con l’Associazione. Giochi della tradizione, laboratori e band emergenti per tre giorni (13/14/15 settembre), in oratorio, riuniranno cittadini, giovani, anziani e visitatori in un vero clima di festa di quartiere».

Daniela D’Andrea, new entry nella via San Zeno, nella suggestiva vetrina del negozio “Rugiada”, sfida la crisi con le passioni personali, unendo arredo e tessuti, recupero di mobili vecchi e tappezzerie, per un concept di periferia che già attrae appassionate da fuori quartiere con laboratori di vernici e cucito. «Il problema- spiega Daniela- sono i parcheggi occupati per l’intera giornata da chi va in treno a Venezia e lascia la macchina nelle vie di San Zeno, creando disagio ai residenti e sottraendo posti auto ai clienti dei negozi».

Claudio Papparotto- titolare di una storica attività di riparazione e noleggio sci- conosce San Zeno da decenni ed è un punto di riferimento per molti sciatori. «Chiediamo -afferma Papparotto- attenzione al quartiere, il commercio ha vissuto trasformazioni radicali e rivoluzioni, è cambiato tutto, è importante che ci ascoltino e che affrontino i nostri problemi di spopolamento».

Il quartiere in sintesi:

Oltre 2600 abitanti, pochissimi giovani e molti anziani, tante case libere da ristrutturare.

La richiesta: rifacimento nel manto stradale disastrato e incentivi per la residenzialità di coppie e giovani.

Noto per: la Uil, la vicinanza alla stazione, con San Lazzaro e la Ghirada rappresenta un grande polo residenziale comodo vicino al centro

Mantiene ancora tradizioni, servizi e commercio

L’emergenza: diventa, per l’intera giornata, area di sosta gratuita per pendolari che lasciano la macchina per andare in stazione a piedi attraversando il sottopasso

L’eccellenza: la festa del quartiere, in programma dal 13 al 15 settembre, è nata dalla passione di PierGiuseppe Cossettini, esercente storico, recupera la tradizione degli Anni 70 ed è la prima festa di quartiere realmente intergenerazionale e interculturale. Una tre giorni di animazione in oratorio e nel parco con proposte musicali, gastronomiche e giochi di ogni genere, compresi quelle delle tradizioni (tiro alla fune e molto altro).

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