Maestra e alunno di una scuola primaria trevigiana colpiti dalla tubercolosi

La malattia della docente è stata individuata dall’Ulss 2 grazie al test di Mantoux a cui sono stati sottoposti alunni e insegnante dopo la segnalazione del caso del bimbo che è già stato dimesso dall'ospedale Ca' Foncello

Un test per la tubercolosi

Nei giorni scorsi al servizio igiene e sanità pubblica dell’Ulss 2 è pervenuta la notifica di un caso di tubercolosi relativo a un bambino frequentante una scuola primaria del distretto di Treviso. Il bambino, ricoverato per essere sottoposto a terapia specifica, sarà dimesso oggi. A seguito della segnalazione il servizio ha immediatamente attivato, come da protocollo, le azioni di controllo sui familiari e sui contatti. L’attenzione si è prevalentemente concentrata sui compagni di classe e sugli insegnanti della scuola. I controlli hanno evidenziato un’insegnante colpita dalla malattia, ricoverata oggi alle 12 all’ospedale Ca’ Foncello di Treviso.

Dai controlli con test Mantoux sulla classe è emersa una condizione di positività per 20 bambini su 21. Questi bambini saranno ora sottoposti a indagini radiologiche e a più sofisticati test laboratoristici. Sono risultati invece tutti negativi al test Mantoux i familiari del bambino. Nei prossimi giorni saranno sottoposti a test Mantoux anche i familiari della maestra. Si ricorda che il test Mantoux positivo è solo un indicatore di contatto, avvenuto tra l’organismo e il bacillo di Koch, agente infettivo responsabile della tubercolosi. Solo in rari casi, di regola in soggetti con situazioni cliniche predisponenti, questo contatto può essere seguito da malattia. Nel 2018 i casi di tubercolosi nell’Ulss 2 sono stati 65 così distribuiti:  28 nel Distretto Treviso, 21 in quello di Pieve e 16 ad Asolo.

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Commenti (1)

  • Ma, visto che non date ulteriori notizie, noi italiani potremmo infettare gli scolari di altra nazionalità?! Eppure mi sembrava che ad un certo punto la tbc non c'era più in Italia. E allora come stanno le cose, come mai 10 vaccini nei primi 3 anni di vita?

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