Allarme carenza di medici: «No al numero chiuso all'università e ai pensionamenti obbligatori»

Il governatore del Veneto Luca Zaia sulla difficile situazione della sanità veneta e nazionale: l'Ulss per tamponare l'emergenza si rivolgerà all'estero

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Commenti (1)

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    TREVIGIANO

    Caro Governatore, cara politica, caro Governo, presenti e passati, questo è il risultato di tanti anni boicotaggio dei servizi pubblici per agevolare il mondo della sanità privata permettendo la doppia professione ai medici e quindi non rendendosi conto che prima bisognava salvaguardare il mondo della sanità pubblica ed impedire la nascita a macchia di leopardo di infinite cliniche e studi medici privati provocando cosi i risultati negativi che la popolazione stà subendo. Questo per dire che non è solo una questione di mancanza di medici, non è solo una questione di numero chiuso per crearsi il privilegio di non avere concorrenza nell'ambito dei medici, è soprattutto la questione che avete incentivato di privatizzare e quindi invogliare i medici ad occupare le cliniche private. Ora piangete pure degli errori che avete fatto in passato, anzi oggi dovreste pagare voi di persona attraverso le sanzioni degli errori che avete fatto in passato e che continuate a fare tutt'ora. La soluzione è molto semplice, con un decreto legge far rientrare nel pubblico i medici che operano nelle cliniche private dandogli un stipendio messimo di 5.000 euro al mese primari e dirigenti compresi, istituire dei corsi di aggiornamenti a spese del datore di lavoro pubblico, e far lavorare il medico 8 ore al giorno con turni h 24. Quando avete la necessità di far fare interventi importanti dove nercessita la presenza di grandi illustri medici che magari lavorano nel privato allora gli pagate la parcella, la consulenza, etc. Lo Stato deve rientrare in possesso di tanti servizi che in questi decenni ha voluto privatizzare peggiorando la situazione. Diro' di piu', dovete obbligare i medici di base a rientrare nel contratto del pubblico e farli lavorare anche loro 8 ore al giorno concentrandoli nei centri abitati organizzandosi con piu' medici in modo che possano svolgere sia il servizio per il cittadino h 24 ed anche collaborare con gli ospedali per interventi di pronto soccorso ed altro. In altre parole questa sanità va riformata, in modo che ritorni ad essere al servizio del cittadino e non delle case farmaceutiche e via di seguito. Chi ha orecchie per intendere, intenda. 

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