Tute blu, votato con il 97% dei consensi il rinnovo del Contratto nazionale di lavoro

Fiom, Fim e Uilm trevigiane puntano al rilancio industriale e occupazionale, incremento dei salari, riduzione delle tasse ai lavoratori e azzeramento degli infortuni

Attraverso le assemblee indette sul territorio dalle sigle di categoria Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm, con il 97% dei consensi degli oltre 9mila votanti i metalmeccanici trevigiani hanno avvallato la piattaforma unitaria per il rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro. Il 5 novembre parte a livello nazionale la trattativa con le controparti.

Sulla piattaforma unitaria (non lo era dal 2006), Enrico Botter, Alessio Lovisotto e Stefano Bragagnolo, segretari provinciali rispettivamente di Fiom, Fim e Uilm affermano «con le nostre richieste facciamo da apripista per 9 milioni di lavoratori italiani. Abbiamo posto una questione salariale importante, chiedendo un incremento dell’8% legato all’inflazione e anche ad altre considerazioni di natura economica, come il fatto che in Italia abbiamo i salari più bassi d’Europa. Con questa piattaforma intendiamo avviare un confronto anche su altri temi importanti come gli investimenti in formazione e sviluppo. Sulla formazione professionale, in particolare, va fatto uno sforzo per renderla effettiva ed esigibile nelle fabbriche e non solo nei convegni. Serve un contratto che rilanci l’economia e sostenga i consumi interni a partire da tutto il comparto industriale. Rilancio industriale e occupazionale, incremento dei salari, riduzione delle tasse ai lavoratori, interventi sugli ammortizzatori sociali e azzeramento degli infortuni sono i grandi temi proposti. La piattaforma di carattere espansivo, infatti – hanno aggiunto i segretari generali – affronta temi salariali e normativi e coinvolge tutta la struttura produttiva del settore. Se riusciremo a chiudere in tempi brevi con le controparti datoriali, Federmeccanica-Assistal, il contratto darà un impulso positivo per il rilancio di tutto il lavoro industriale. Dall’ultimo rinnovo contrattuale, nel 2016, abbiamo incontrato grandi difficoltà nell’attuazione delle norme relative alla formazione obbligatoria. Sul fronte dei diritti, chiediamo la modifica dell’inquadramento, fermo al 1973. Altri temi importanti sono quelli della tutela dell’ambiente e della sicurezza, sui quali riproponiamo una forte sensibilizzazione delle aziende, delle controparti e del mercato del lavoro in generale. In un periodo di estrema precarietà economica e sociale – hanno concluso – la contrattazione riveste un’importanza fondamentale. Nelle nostre richieste c’è l’espressione di alcune forti criticità che riscontriamo nel mondo del lavoro, tra le quali la proliferazione normativa che rende più deboli i lavoratori e sistematizza il precariato».

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