Il Montello avrà un ufficio per lo sviluppo del territorio e del turismo

Il Comune di Montebelluna ha deciso di promuovere una gara per una Destination Management Community a livello locale. Progetto ambizioso per valorizzare un'area importantissima

Foto di Adrano Bolzonello

Il Comune di Montebelluna ha approvato giovedì la delibera che promuove la costituzione di un ufficio per lo sviluppo del territorio e del turismo dell’area del montebellunese e del Montello attraverso una gara che individuerà un’agenzia o uno studio che ne curerà le attività finalizzate all’attivazione a livello locale di una Destination Management Community.

Questo percorso nasce dalle legge regionale del 2013 che prevede l’istituzione delle Organizzazioni di destinazione turistica per le funzioni di accoglienza al turista e le politiche strategiche per lo sviluppo dell’economia turistica. La stessa legge attribuisce ai Consorzi di promozione turistica il compito di curare la promo-commercializzazione di prodotti turistici in Italia e all’estero. Nella provincia di Treviso si è formata l’ODG Città d’arte Ville venete trevigiane, mentre il Consorzio turistico si è trasformato in Fondazione Marca Treviso aperta a tutte le associazioni di categoria e agli enti locali. In questo processo di trasformazione dell’offerta turistica è nato un ragionamento all’interno dell’Ipa Montello-Piave-Sile che ha portato ad una rilettura da parte degli enti locali e vuole scommettere sull’offerta turistica culturale del Montello in quanto straordinario giacimento di segni storici originalissimi ambientali e antropologici e finora poco valorizzato. Pensiamo al vino, alla cucina, ai valori ambientali e come il bosco della Serenissima e ciò che internazionalizza il Montell, ovvero gli aspetti bellici. All’interno dell’Ipa è nato quel piano strategico presentato agli operatori turistici (albergatori, ristoratori, gestori di strutture ricettive, cantine) pensato proprio per la valorizzazione del Montello e che ogni Comune ha cercato di attuare con le proprie risorse.

Ricordiamo le azioni: il Comune di Nervesa ha recuperato i resti dell’abbazia grazie all’accordo tra il Comune e l’imprenditore Giusti dell’omonima cantina; è stato realizzato, con il sostegno della Regione, il nuovo hangar a funzione museale Johanthan Collection che ospita i biplani della prima Grande Guerra ricostruiti dall’imprenditore filantropo Zanardo; il Comune di Montebelluna ha restaurato il corpo domenicale e l’ala est di Villa Correr Pisani per realizzare il Memoriale Veneto della Grande Guerra inaugurato appena due settimane fa e che è il portale di accesso fisico all’intero sistema degli itinerari ecomuseali realizzati in Veneto sul tema della Grande Guerra; Crocetta del Montello sta recuperando villa Pontello per farne un museo del Dopoguerra ed è il Comune dove trovano sede villa Sandi la Tipoteca dei fratelli Antiga; Volpago del Montello sta restaurando il palazzo Ca’ Bressa che fu ospedale militare durante il primo conflitto mondiale; il comune di Giavera del Montello, che già in precedenza aveva acquisito Villa Wasserman, ha nel proprio territorio anche il cimitero britannico. Non dimentichiamo la Polveriera di recente aquisita da Volpago. Il piano, che sta trovando progressiva attuazione, comprende anche il recupero della Fonda Ferroviaria. Nel frattempo il presidente dell’Ipa Montello -Piave-Sile, sindaco di Montebelluna, Marzio Favero, è entrato nella cabina di regia dell’OGD provinciale e sta coordinando la federazione per costituire un’unità di lavoro sul tema secondo la formula internazionalmente conosciuta come Destination Management Community da intendersi come un’unità operativa a livello comprensoriale dell’ODG e della Fondazione di promozione turistica Marca Treviso.

Spiega il sindaco Marzio Favero: «Con i colleghi sindaci e i tecnici abbiamo convenuto sul testo della convenzione per dare vita ad una struttura turistica unitaria. Ma, per la sua attivazione, dobbiamo attendere che l’OGD costruisca il piano strategico attinente le modalità dell’accoglienza locale al turista anche con riferimento alla gestione degli Iat, cioè gli uffici di informazione e accoglienza turistica o, in alternativa, agli Infopoint. E’ opportuno precisare che il funzionamento dell’OGD viene garantito attraverso l’imposta di soggiorno che è pre-condizione requisito per aderire all’OGD stessa e questo nella misura del 25% dell’incassato. Il restante 75% rimane nelle disponibilità dei Comuni che ne possono disporre per le finalità previste dalla norma relative allo sviluppo turistico. In questa fase di transizione, in attesa che l’OGD attivi le sue funzioni, abbiamo ritenuto come giunta comunale, sentiti i sindaci della federazione dei comuni del montebellunese, di provvedere all’attribuzione di un incarico finalizzato all’attivazione della Dmc del Montello, intesa quale rete di lavoro tra i soggetti pubblici e i soggetti privati co-interessati allo sviluppo di un’economia turistica legata ai valori culturali del Montello. Onoriamo, peraltro, così, l’impegno assunto con gli albergatori e gestori di servizi ricettivi extra alberghieri di usare le risorse ottenute attraverso l’imposta di soggiorno per le finalità propriamente turistiche. E’ bene essere chiari: l’obiettivo non è formulare qualche piano di marketing, quello è lo scopo dell’OGD e della Fondazione, ma il nostro obiettivo è mettere in rete tutti i soggetti – e quindi Comuni, Consorzio Bosco del Montello, associazioni di categoria, professioni turistiche, albergatori, ristoratori, agriturismi, cantine. Gli enti pubblici hanno dimostrato di credere nella sfida investendo circa 12 milioni di euro, cosa mai accaduta nel Montello: adesso anche i privati possono e devono diventare protagonisti. L’obiettivo reale è quello di pianificare azioni concrete: avere un biglietto unico di accesso ai diversi luoghi, generare un’immagine coordinata, garantire le aperture nei siti di maggiore interesse, praticare una scontistica ragionata per chi soggiorna per due-tre notti, garantire servizi di qualità. Stiamo entrando nella fase operativa e a breve convocherò due incontri, uno con i sindaci della federazione ed uno con i componenti dell’Ipa al fine di concordare un programma di azioni per il prossimo triennio». Spiega il direttore di Marca Treviso, Alessandro Martini: «Il territorio del Montello e del montebelluense anticipano con questa azione un percorso che è stato discusso nell'ambito dell’OGD e che può diventare modello di riferimento nella gestione di progetti e di rappresentatività territoriali per l’intero ambito della provincia di Treviso. In particolare, sottolineiamo l’importanza di animare e selezionare i progetti da parte della futura Dmc locale, che saranno poi sottoposti all'attenzione e all'eventuale approvazione da parte dell’OGD. Il tutto in una logica di economia ed ottimizzazione delle risorse economico-finanziarie e soprattutto in prospettiva di una spendibilità di reali e concreti prodotti turistici nei mercati nazionali ed internazionali».

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