Bande violente a Mestre, scatta il foglio di via per un ragazzo trevigiano

Provvedimenti della Questura di Venezia stati adottati nei confronti di 12 degli adolescenti identificati. Per ora non sono previste misure cautelari, ma non sono escluse per il futuro. Strette sui locali che servono alcolici a minori

Piazzale Cialdini a Mestre

Si chiamano misure di prevenzione, nel senso che i destinatari non vengono reclusi ma sono soggetti a una serie di obblighi o divieti. Ad esempio avvisi orali, sorveglianza speciale, fogli di via obbligatori. Il questore di Venezia, Maurizio Masciopinto, ne ha firmati una serie a carico di altrettanti giovani appartenenti alle cosiddette baby gang, le bande giovanili che negli ultimi mesi hanno attaccato passanti a Venezia e Mestre. Aggressioni violente e immotivate che hanno avuto anche conseguenze pesanti per le vittime. Quello considerato più violento sarà sottoposto a sorveglianza speciale, che prevede l'obbligo di rimanere in casa la notte; per un'altra decina sarà proibito frequentare determinati luoghi o persone; infine c'è un foglio di via a carico di un ragazzo trevigiano, considerato uno dei "boss" di queste bande.

Indagini sulle violenze. A essere colpiti dai provvedimenti sono stati i componenti maggiorenni delle bande: sono solo una parte, gli altri hanno meno di 18 anni e in totale sono una trentina, già tutti (o quasi) identificati dalla polizia. Ma potrebbe non essere finita qua, perché nel frattempo stanno continuando le indagini per ricostruire nel dettaglio tutti gli episodi. Magistratura e istituzioni hanno garantito che è in corso un'approfondita attività di identificazione anche per intervenire con eventuali misure cautelari (obbligo di firma, carcere, domiciliari), senza escludere comunque ulteriori iniziative amministrative e sociali.

Le bande. Se ne è parlato nel corso di una riunione del comitato per l'ordine e la sicurezza che si è tenuta mercoledì in prefettura alla presenza del procuratore e del presidente del tribunale dei minori, oltre che del sindaco di Venezia Luigi Brugnaro e dei rappresentanti delle forze dell'ordine. È emerso, ricorda la prefettura, che «i presunti responsabili fanno parte di più gruppi costituiti da minorenni e qualche maggiorenne, italiani e stranieri, accumunati da manifestazioni di violenza apparentemente immotivata». Brugnaro ha ribadito che «una tempestiva risposta sanzionatoria, almeno nei confronti dei capi dei gruppi, sortirà un sicuro effetto rieducativo e deterrente rispetto a nuove formazioni ed iniziative violente».

Verifiche nei bar. Oltre ai provvedimenti di prevenzione già adottati, ha annunciato la prefettura, «verranno ulteriormente intensificate le attività di controllo del territorio e degli esercizi pubblici ubicati nelle zone frequentate dalle baby gang», prevedendo sanzioni che incideranno su orari e chiusure delle attività che somministrano alcol a minorenni e che sono frequentate da spacciatori. Senza dimenticare l'attività delle istituzioni per intervenire in via preventiva sul mondo della scuola e delle famiglie, con iniziative di rieducazione e di carattere sociale.

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