Vertenza Sirti, sindacati e azienda a confronto per azzerare i licenziamenti

Nel trevigiano coinvolto il sito di Mareno di Piave. La protesta per il Nordest si è svolta il 14 marzo in piazza dei Signori. Dalla prossima settimana le assemblee dei lavoratori

«La voce dei lavoratori si è fatta sentire. Il tavolo tra sindacati di categoria e azienda rappresenta un punto di partenza per arrivare all’obiettivo di esuberi zero, valutando e definendo tutti i possibili strumenti da mettere in campo per raggiungerlo».

A dirlo è Claudia Gava della Fiom Cgil di Treviso il giorno dopo il lungo incontro di giovedì 21 marzo alla sede di Assolombarda di Milano tra le rappresentanze nazionali dei metalmeccanici e i vertici di Sirti. Concluso il pacchetto di ore di mobilitazione, restano in piedi, anche per il sito di Mareno di Piave, il blocco degli straordinari, lo sciopero dei tempi di viaggio, della reperibilità e degli interventi programmati. Dalla prossima settimana in ogni sito avranno luogo le assemblee dei lavoratori. A seguito della buona riuscita della “settimana della lotta” e della sospensione dei termini temporali della procedura, giovedì 21 marzo presso l’Assolombarda a Milano è ripreso il confronto con l’azienda. Sirti ha dichiarato la volontà di azzerare i licenziamenti utilizzando diversi strumenti alternativi. Un risultato positivo, frutto della mobilitazione di massa, che al momento non azzera gli 833 esuberi, ma che avvia un processo di gestione conservativa mirato all’obiettivo esuberi zero, che l’azienda ha espressamente condiviso. La strumentazione annunciata da SIRTI è così delineata: accompagnamento alla pensione. NASpI, incentivata e volontaria (Fornero e Quota 100); ammortizzatori sociali conservativi; incentivi alla ricollocazione esterna auto imprenditorialità e out-placement; riconversione professionale interna digitale, energia e trasporti; riduzione del costo del lavoro. La delegazione sindacale, pur apprezzando l’apertura dell’azienda, ha sottolineato come al momento il numero degli esuberi è rimasto pressoché invariato e ha chiesto che il cosiddetto “piano sociale” sia strutturato su base triennale, con verifiche annuali circa la capienza delle persone che saranno impattate dagli ammortizzatori sociali (NASpI e CdS). Per FIM, FIOM, UILM l’utilizzo del Contratto di Solidarietà, frutto di una battaglia sindacale condotta già nel 2012, deve avere la più ampia estensione possibile, al fine di redistribuire il disagio economico coinvolgendo il maggior numero di dipendenti.

La richiesta di riduzione del costo del lavoro, proposta da Sirti, è stata valutata impraticabile, poiché in aggiunta al sacrificio connesso all’utilizzo del CdS; per contro, abbiamo proposto di discutere l’organizzazione del lavoro in ogni reperto-territorio, convinti che vi siano margini per il recupero di inefficienze ivi presenti. Altrettanto forte la richiesta di una sensibile riduzione delle attività affidate al sub-appalto, opzione dirimente ai fini di una possibile intesa, quale concreta compartecipazione aziendale al “sacrificio solidaristico” in capo alle lavoratrici ed ai lavoratori. Pertanto, abbiamo chiesto che Sirti esponga le attività (dirette e in sub appalto) attualmente attive in ogni reparto-territorio, così da misurarne l’effettiva riduzione nei tre anni successivi. Per FIM, FIOM, UILM la condivisione del Piano industriale, che prevede una trasformazione dell’azienda verso unità di business a maggiore valore aggiunto, non può prescindere dalla tutela dei livelli occupazionali. Un percorso difficile, ma non impossibile, sul quale ci confronteremo in Assolombarda nei giorni 29 marzo e 4 aprile. Nei prossimi giorni saranno convocate le assemblee informative in tutte le sedi territoriali, mentre prosegue il pressing sul Governo circa l’apertura di un tavolo di settore delle tlc.

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