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Viaggio nei quartieri trevigiani, alla scoperta di Sant'Antonino

 

Il quartiere di Sant'Antonino, a ridosso del centro, collega Treviso a Casier e conta poco più di 2100 abitanti. Di fatto, per la posizione strategica e la grande capacità di collegamento, è quasi un quartiere “scambiatore”, che fa da ponte verso il mare (la strada Jesolana) ma che garantisce comodità e vicinanza con le infrastrutture più importanti come l’Ospedale civile Cà Foncello e la stazione ferroviaria. Lo si percorre in breve tempo, iniziando dalla Chiesa votiva, per arrivare fino alla parrocchiale, che nasce da una piccola chiesetta fondata da un gruppo di battellieri del Sile particolarmente devoti a S. Antonio. Tra le caratteristiche: un patrimonio immobiliare ampio, datato ma ben caratterizzato che lascia spazio ad insediamenti recenti, come quello di via Alberghetti, inclusivo e pieno di spazi condivisi, ideale per coppie e famiglie, cui si aggiungono alcune ville novecentesche.

Unanime il parere di residenti ed operatori commerciali: la viabilità è un’emergenza, mancano parcheggi, attraversamenti pedonali ed il sottopasso crea spesso intasamenti al traffico. La vicinanza al centro e la presenza di un’arteria stradale importante come la Jesolana lo caratterizzano molto e lo rendono un quartiere vivo, economicamente accessibile, ricercato da giovani e coppie, pulsante, con un tessuto sociale capace di fare rete e di reggere i cambiamenti e l’evoluzione dei consumi.

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Alessandro Pozzobon (foto qui sopra), del Bar Sport e della pizzeria storica del quartiere conferma: «Nei week end, in particolare, la gente che va in centro parcheggia qui e quindi per i residenti o i clienti dei negozi non restano parcheggi liberi. A volte si creano ingorghi. Però viviamo sia con la clientela di passaggio che con l’Ospedale, ma anche con i residenti del quartiere. Da noi si sentono a casa ed il rituale del caffè quotidiano resiste. Ci diamo da fare e la qualità ripaga, la mia pizzeria resiste da 40 anni».

Roberto Serafin (foto qui in basso), con panificio vicino all’incrocio con via Zermanese, produce ogni giorno oltre 60 tipi di pane, rappresenta la terza generazione di panificatori e, nonostante il calo oggettivo dei consumi di pane nelle famiglie, ha una produzione che funziona a pieno ritmo. E’ il punto di riferimento del quartiere: «Vengono in panificio anche per un solo panino, per due chiacchere, per un sorriso, per farci vedere il bambino appena nato, facciamo scontrini da 15 centesimi ed accontentiamo ancora sia la popolazione locale che le nuove etnie, più con abitudini alimentari diverse. Fortunatamente c’è ancora chi apprezza il buon pane fatto a mano come una volta».

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Lungo la strada verso Casier, all’altezza dell’azienda Sanagens, il polo commerciale maggiore è quello creato da Marco Zuin (foto qui sotto), titolare di due punti vendita di giocattoli, uno all’ingrosso ed uno al dettaglio. «Mi sono spostato in questa zona, prima eravamo vicini all’Ospedale, abbiamo creato, con l’altro marchio di abbigliamento per l’infanzia qui vicino, un polo commerciale che funziona. Abbiamo varietà ed assortimento e garantiamo anche la vendita on line. Il polo unico abbigliamento – giochi funziona. Manca però l’attraversamento pedonale, particolarmente importante per mamme, bambini e passeggini».

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Chiude idealmente Sant'Antonino uno degli alberghi simbolo della zona, l’hotel Al giardino, 3 stelle, ultimo baluardo cittadino all’imbocco della strada che porta al mare, riesce a “fare turismo” da ben 55 anni e lavora sia con la clientela business che con quella leisure. Negli anni ha conosciuto tutta l’evoluzione: da chi faceva tappa perché a metà strada tra Vicenza ed il mare, ai grandi gruppi che arrivavano in pullman. Paolo Doro (foto qui in basso), titolare dell’Hotel col fratello Valerio, conferma: «Ora siamo sostanzialmente “spalla” di Venezia, ci siamo adattati ai cambiamenti ed alle tendenze, abbiamo rinnovato la struttura, manca, sostanzialmente, il collegamento pubblico con la città. Il turista che arriva per Venezia ma vuole godersi anche Treviso non può andare a cena, a teatro o ad uno spettacolo perché dopo una certa ora non ci sono gli autobus. Cosi come il turismo collegato al Sile richiamerebbe molto, ma servono percorsi, strutture, punti di ristoro organizzati».

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«La prospettiva del potenziamento turistico per questo quartiere -commenta Renzo Ghedin, presidente del mandamento di Treviso di Ascom- è conquistare il turismo collegato ai corsi d’acqua ed alla natura, al ciclismo, ma anche la valorizzazione del quartiere per la sua vicinanza al centro, alla stazione e all’Ospedale, ricco di servizi e comodità».

IL QUARTIERE IN SINTESI

Le eccellenze: il polo dell’infanzia giocattoli – abbigliamento all’altezza di Sangens

Le caratteristiche: un quartiere scambiatore ma con una popolazione molto radicata ed abitudini consolidate, è quasi il parcheggio aggiunto del centro o della stazione

Le prospettive: potenziare il turismo legato alla natura, al ciclismo ed ai corsi d’acqua

Racchiuso tra due parrocchie molto attive e propositive: la Chiesa votiva e S. Antonino, ha due scuole dell’infanzia, le elementari Manzoni e le medie Felissent

Circa un centinaio le attività commerciali piccole e medie complessive

Due outlet: uno di calzature ed uno per l’infanzia

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