Villa Emo: i legali del futuro proprietario scrivono al sindaco Andretta

Dopo l'incontro di giovedì 28 febbraio in municipio a Vedelago, gli avvocati del futuro acquirente hanno scritto una lettera di rassicurazioni sul futuro della villa palladiana

Piero Reis, rappresentante legale del futuro e possibile acquirente di Villa Emo ha deciso di recapitare una lettera al sindaco di Vedelago per spiegare le ragioni che hanno portato il suo cliente a voler acquistare lo storico edificio palladiano. Questo il testo completo della lettera ricevuta nelle scorse dal primo cittadino, Cristina Andretta:

Gentile signor Sindaco,
la persona che assisto nella procedura per l'acquisto del complesso palladiano di villa Emo mi ha autorizzato a confermare anche con questa lettera quanto assieme al dottor Danesin abbiamo anticipato nella riunione di ieri con Lei e con la Giunta comunale. Il prospettivo acquirente, nel rispetto dell'accordo dì riservatezza preso con la banca venditrice, ritiene di non manifestarsi pubblicamente fino a che non sarà conclusa la verifica tecnica al cui esito è condizionata l'offerta di acquisto accettata dalla banca, ma vuole rendere noto, mio tramite, l'obiettivo che si prefigge con l'acquisto di villa Erno. Posso assicurare che la sua  intenzione  non  è quella  di precluderne la fruibilità al pubblico, ma intende mantenerla visitabile. Vuole fare un importante restauro conservativo degli edifici e del parco,in sintonia con le pubbliche amministrazioni interessate, a partire dal Comune, e con la supervisione della Soprintendenza. E ha inoltre in programma di implementare in modo professionale l'afflusso dei visitatori, con un indotto che potrà avere notevoli ricadute positive sul territorio. Il suo progetto prevede anche la realizzazione di attività complementari, quali una caffetteria e un bookshop all'altezza di quelli che troviamo nei musei più organizzati, il che consentirà non solo di fornire ai visitatori un servizio di più alto standard, ma anche di creare posti di lavoro a vantaggio della comunità vedelaghese. La quale non verrà privata di un bene che, anche nelle intenzione dell 'acquirente, è e deve restare un importante asse per il territorio.Un asset che, mi permetto di dire, non solo in questo momento non è valorizzato come meriterebbe, ma necessita anche di importanti lavori di manutenzione e restauro, ad esempio per eliminare le infiltrazioni che rischiano di compromettere gli affreschi, o per eliminare le superfettazioni che hanno snaturato le barchesse, o ancora per ripristinare i due borghi annessi, uno dei quali è ridotto a rudere. Interventi che comprensibilmente l'attuale proprietaria, che ha una vocazione diversa, non ha tra i propri obiettivi; ma che il prospettivo acquirente, il quale ha notevole esperienza in tema di restauro di immobili storici non solo in Italia, ed ha la capacità economica per sostenerli, intende realizzare in modo adeguato.

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Spot
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

Il mio assistito, non ha intenti meramente speculativi. ma si è innamorato di Villa Emo, e ha deciso di farla entrare nel patrimonio della propria famiglia con l'intenzione di fare i restauri di cui necessita, e di mantenerla  visitabile. Se lo Stato o gli altri enti  pubblici  aventi diritto decideranno di  esercitare la prelazione il mio assistito ne prenderà ovviamente atto. Ma ritengo sarebbe poco proficuo  per l'amministrazione pubblica destinare al complesso di Villa Erno il notevole investimento che è necessario per riportare il complesso allo splendore che merita e promuoverne la fruibilità ad un pubblico più vasto, quando c'è un privato disponibile a farlo. Un'ultima notazione: si è letto sulla stampa il timore che la vendita della villa e dei borghi possa comportare lo smembramento del complesso palladiano, perché villa e borghi annessi verrebbero separati dalle vecchie scuderie. In realtà già da tempo l'edificio delle scuderie ha una destinazione diversa dalla villa, perché è stato trasformato nella sede della banca oggi proprietaria, e non è fruibile al pubblico. Anche dopo la vendita il complesso degli edifici rimarrà immutato; ciò che cambierà sarà solo il ripristino dello splendore della villa, del parco e degli annessi, e un auspicabile maggior afflusso di visitatori, incentivato da una gestione professionale. Sono certo che il nostro dialogo continuerà con la cordialità e la propositività di questi primi incontri e mi auguro che potremo seguire insieme l'evoluzione di un progetto di grande interesse non solo per il mio assistito, ma anche per la comunità che lei rappresenta.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Coronavirus, il Friuli Venezia Giulia la regione che resta di più a casa

  • Supermercato troppo affollato, scatta la chiusura per cinque giorni

  • Coronavirus, scomparso storico commerciante di ricambi d'auto

  • Coronavirus nella Marca: ecco la mappa del contagio comune per comune

  • Coronavirus: ancora in aumento il numero dei contagi nella Marca

  • Coronavirus: sette morti nella Marca, cinquanta in terapia intensiva

Torna su
TrevisoToday è in caricamento