Una nuova lottizzazione vicino a Villa Zanga, cittadini in rivolta

Il comitato a difesa delle ex Cave di Marocco, delegazione "Salviamo il paesaggio", sollecita spiegazioni dall'amministrazione comunale di Mogliano Veneto

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di TrevisoToday

«L’onda lunga del cemento e delle innumerevoli varianti continua a consumare terreno fertile; non solo palazzine fuori misura appaiono in centro e in periferia a Mogliano, ma aree che vedevamo ancora verdi a breve non lo saranno più».

Con queste parole il comitato "Salviamo il Paesaggio" inizia il suo intervento contro l'eccessiva urbanizzazione che, a detta loro, starebbe rovinando Mogliano Veneto. «A distanza di anni dalla previsione in prg, sono in arrivo una nuova lottizzazione a Campocroce e quella, per noi ancora più dolorosa e su cui ci siamo spesi ottenendo migliorie, che farà nascere una serie di villette di fianco a Villa Zara Pasin (meglio conosciuta come Villa Zanga). Da noi, come 50 o 60 anni fa, costruire le villette a fianco di una villa storica significa dare valore alle villette e non al bene architettonico che dovrebbe essere difeso. Ancora all’Ovest l’area retrostante l’ex Spim attende nuovi edifici e, se passate per Zerman, vedrete un cartello che propone la vendita di un altro prato a fini lottizzazione. Nel prossimo futuro - continua il comitato - di certo vedremo apparire altri cantieri grazie al “risveglio” delle autorizzazioni a costruire “dormienti”.

La nostra attività, i nostri interventi per mobilitare la soprintendenza hanno ridotto l’impatto a fianco di Villa Zanga e, forse, indotto l’amministrazione a far ridurre le cubature a Campocroce e in altre situazioni. Continueremo a tenere alta l'attenzione in attesa dei nuovi strumenti urbanistici, resta il fatto che il consumo di suolo continua in presenza di una legge Regionale che si propone di arrestarlo e che invece dimostra tutta la sua inefficacia. Questa amministrazione ha adottato un Pat che affermerebbe la volontà di ridurre le cubature previste dai precedenti prg, ma molti mesi sono passati e il Pat è ancora un’idea sulla carta. Di sicuro - conclude il comitato - non si è dato seguito alle nostre richieste di capire il futuro delle cave di Marocco e di avere risposta alle osservazioni al Pat, quelle nostre come quelle di altre associazioni. Ancora una volta la realizzazione dell’agognato parco della biodiversità alle cave di Marocco potrebbe rivelarsi un’illusione per tutti coloro, e non sono pochi, che hanno creduto fosse possibile realizzarlo con questa amministrazione. Sotto le feste, si dice, bisogna sperare per il bene e tentare di lasciarsi alle spalle malumori e tristezze, ma il 2018 si è chiuso lasciandoci ancora in attesa di una svolta in urbanistica tanto annunciata quanto ancora da realizzarsi».

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