Confindustria Moda: fatturato oltre i 95 miliardi ma la crescita rallenta

La federazione che raggruppa le aziende del settore tessile e del fashion ha svelato i dati relativi al fatturato dell'anno 2018. Buone le cifre, soprattutto per l'export

Sfilata durante la settimana della moda di Milano (Foto tratta da Google Immagini)

Confindustria Moda, la Federazione confindustriale che raggruppa le aziende del settore Tessile, Moda e Accessorio, ha presentato nella giornata di martedì 29 gennaio i dati di pre-consuntivo relativi all'anno 2018, che mostrano una crescita di tutti i principali indicatori economici. 

In particolare, il fatturato delle aziende rappresentate ha raggiunto nell'anno appena concluso i 95,7 miliardi di euro, in progresso del +0,9% rispetto ai 94,8 miliardi di euro del consuntivo 2017. Dopo la crescita sostenuta del 2017, l'export del settore ha raggiunto i 63,4 miliardi di Euro, registrato un progresso pari al +2,6% rispetto ai 61,8 miliardi di euro del 2017. In crescita anche l'Import, a quota 35,1 miliardi di euro nel 2018 (+3,1% rispetto al 2017). Prosegue anche il miglioramento del saldo della bilancia commerciale, in positivo per 28,3 miliardi di euro, in crescita di circa 592 milioni di euro rispetto al 2017 (+2,1%). Entrando nel dettaglio della ripartizione geografica dell'Export nel corso dei primi dieci mesi del 2018, in ambito Ue - che registra globalmente una sostanziale stabilità (+0,4%) rispetto al corrispondente periodo del 2017- si confermano ai primi posti, quali partner d'elezione per le aziende del settore, Francia (+2,4%), Germania (+0,9%), Regno Unito (+6,5%) e Spagna (-1,9%). Più dinamici i flussi diretti fuori dai confini comunitari, cresciuti nell'insieme del +4,3%. Tra i mercati extra-UE va segnalata la Svizzera, in aumento del +14,2%, divenuta per molte categorie di prodotti la principale piattaforma logistica per la successiva riesportazione in altri mercati. Le vendite verso gli Stati Uniti, terzo mercato per valore assoluto dell'export settoriale, rappresentano l'8,6% del totale e mostrano una moderata crescita, pari al +1,3%. Con riferimento al Far East, Hong Kong sperimenta una flessione nell'ordine del -3,5%; di contro, le esportazioni dirette in Cina si mantengono vivaci, archiviando una dinamica del +13,6%. In crescita anche la Sud Corea (+11,3%) e il Giappone. Per quanto riguarda la Russia, al recupero messo a segno nel corso del 2017 (quando aveva registrato un +12,4%), è seguito, nei primi 10 mesi dell'anno, una flessione pari al -3,2%. 

La Cina si conferma il main supplier delle imprese italiane (19,6% del totale), pur se nel periodo in esame questo paese presenta un decremento dei flussi di Import (-2,3%). Per Claudio Marenzi, presidente di Confindustria Moda, «I dati preconsuntivi del 2018 mostrano un settore ancora in crescita, ma in rallentamento percentuale. Restiamo uno dei settori più importanti per la bilancia commerciale italiana e uno dei fiori all'occhiello della capacità di coniugare industria e artigianalità nel mondo. E' merito di una filiera integrata, a monte e a valle, che rappresenta un unicuum a livello globale. E' questa un patrimonio industriale italiano, e ci auspichiamo che prosegua la collaborazione da parte di tutti per preservarla di fronte alle sfide competitive globali».

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