Al via il festival "A piede libero": Mogliano danza nei luoghi più belli della città

Fino a domenica 24 settembre il programma di incursioni urbane nei luoghi dell’attesa, a cura di Indaco. Un'iniziativa per valorizzare il ballo e la danza nel comune del Trevigiano

MOGLIANO VENETO Lunedì 18 settembre si apre il Festival “A Piede Libero” con due appuntamenti: “Water on Stone”, una videoinstallazione, in anteprima internazionale, progetto di Nancy Allison, NYC, da un’idea di Laura Boato, presso il Distretto sanitario in orario apertura sportelli fino al 22 settembre, e “Strascichi”, una performance di Irene Russolillo alle ore 11.00 a Puntocomune. 

Dopo l’ultima fortunata edizione, con cui lo scorso anno il festival ha tenuto a battesimo opere e artisti pluripremiati nei mesi successivi (da Marmo di Nancy Allison e Laura Boato, vincitore del prestigioso Award of Merit all’Indie fest negli USA, del premio Cosua a Venezia e presentato alla 74^ Mostra d’Arte Cinematografica proprio in questo settembre 2017, a Valentina Dal Mas, vincitrice del Premio Scenario per l’infanzia), A Piede Libero – Mogliano Danza è pronto a ripartire per una nuova edizione, ricca di nuove scoperte e graditi ritorni. Il Festival A Piede Libero si inserisce, e chiude, il cartellone di Metropolis, la rassegna promossa dal Comune di Mogliano Veneto.

“L'obiettivo che l'Associazione INDACO persegue, e che come Amministrazione abbiamo scelto di sostenere – commenta Ferdinando Minello, assessore alle politiche culturali – è quello di valorizzare sul nostro territorio la vivacità, la creatività e l’innovazione della danza e delle arti performative, privilegiando in particolare autori che coniughino l'alta qualità professionale con la preziosa capacità di rivolgersi a tutti, non solo agli addetti ai lavori. L’originale struttura del Festival – aggiunge l’assessore – che sceglie di avventurarsi in luoghi altri, non direttamente dedicati alla programmazione culturale, riscrive spazi e tempi comuni in modo creativo e coinvolgente: arte e cultura, quindi, che producono direttamente e naturalmente socialità, integrazione, coesione, condivisione e crescita all’interno della nostra comunità”. Il programma prevede una maratona di incursioni urbane nei luoghi dell’attesa, che per un’intera settimana porterà la danza e le arti performative in spazi e tempi non convenzionali, quali l’Ufficio Postale, il Distretto Sanitario o la Stazione Ferroviaria. 

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“Con l’avanzare della crisi, ogni giorno è più difficile per le persone concedersi il lusso di un tempo da dedicare a sé – osserva Laura Boato, curatrice del Festival – e, comprensibilmente, l’urgente non lascia più tempo né energie per l’importante. Ma la cura della propria vivacità, della curiosità, del risuonare assieme, del creare, non sono cose che possono essere dimenticate in un angolo senza condizioni! Sono il perché del nostro vivere, fanno la qualità del nostro tempo… sono un bisogno primario. Per questo il festival va incontro a un pubblico diverso da quello “tradizionale” per la danza e le arti performative contemporanee, persone che forse non si concedono di entrare spesso in un teatro, o non ci pensano neppure più da un po’ – per scoprire o ri-scoprire insieme il piacere dell’arte partecipata, assistendo ad un’azione performativa che si svolge a pochi metri, con tutta l’emozione e la forza d’impatto che essa porta con sé.” Il fil rouge è quello di una rilettura contrappuntistica dei luoghi e dei tempi del territorio, nella convinzione che un tempo vuoto è un tempo prezioso – un tempo in cui la frenesia e la pressione degli impegni concedono tregua, e può forse aprirsi una finestra sull’inaspettato, su quel che mai avremmo pensato potesse toccarci e che invece può diventare una scoperta feconda, un impulso nuovo, che risvegli curiosità e possibilità sopite. Tutte le incursioni saranno ad ingresso libero. Il programma resterà invariato con qualsiasi condizione meteo.

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