Addio a Bernardo Bertolucci: il ricordo dell'illustratore Renato Casaro

Da "L'ultimo imperatore" a "Piccolo Buddha" passando per "Il tè nel deserto", il disegnatore trevigiano ci ha svelato i segreti nascosti nelle locandine dei capolavori del regista emiliano

La locandina de "L'ultimo imperatore" realizzata da Renato Casaro

Il mondo del cinema è in lutto per la scomparsa di Bernardo Bertolucci, morto a Roma all'età di 77 anni. Nella sua lunga carriera, il regista originario di Parma ha diretto capolavori entrati di diritto nella storia del cinema mondiale.

Tra questi ci sono tre film le cui locandine sono state realizzate dall'illustratore trevigiano Renato Casaro. Il sodalizio tra i due artisti è iniziato nel 1987 con l'uscita al cinema de "L'ultimo imperatore", kolossal con cui Bertolucci ha conquistato l'Oscar per la miglior regia (unico italiano ad aver vinto l'ambito riconoscimento). La recente scomparsa del leggendario cineasta è stata l'occasione per contattare l'illustratore trevigiano che ci ha svelato la genesi delle tre locandine che hanno reso immortale l'incontro tra questi due grandi artisti innammorati della settima arte. Renato Casaro, illustratore di livello mondiale residente ancora oggi a Treviso, era a Roma quando Bertolucci ha deciso di commissionargli la locandina italiana de "L'ultimo imperatore". All'epoca la produzione del film aveva deciso di realizzare due diversi manifesti dell'opera: quello per il mercato internazionale doveva essere caratterizzato da un'immagine forte e da un messaggio quasi politico per sottolineare la forte dicotomia tra Oriente e Occidente. Il manifesto italiano doveva invece puntare più sull'aspetto visivo e poetico dell'opera. La locandina di Casaro è una splendida sintesi delle atmosfere del film e del protagonista di un kolossal immortale. L'ombra gigante dell'imperatore bambino restituisce allo spettatore tutta la grandezza di una locandina divenuta celebre non solo in Italia ma in tutto il Mondo. Ne è una prova il fatto che il manifesto verrà utilizzato per presentare il film anche al mercato cinese.

Tre anni dopo, nel 1990, la collaborazione tra Bertolucci e Casaro si impreziosisce grazie alla realizzazione de "Il tè nel deserto". Contattato per disegnare la locandina italiana, l'illustratore trevigiano si troverà ad affrontare una nuova sfida imposta dalla casa di produzione del film. Nel disegno finale, infatti, dovevano apparire i volti o di tutti gli attori protagonisti oppure di nessuno di loro. La trovata di Casaro è stata a dir poco geniale: la sua creatività lo ha portato a realzzare un disegno essenziale con solo due figure di spalle nell'immensità del deserto. Il manifesto piacerà tantissimo a Bertolucci che chiamerà l'illustratore trevigiano anche per la locandina estera del suo film successivo, "Piccolo Buddha" con Keanu Reeves, distribuito nel 1993. Il manifesto, mai uscito in Italia, è stato pubblicato solo in alcuni Paesi stranieri come Germania e Francia. «La scomparsa di Bertolucci mi addolora molto - commenta l'illustratore ai nostri microfoni - Era una persona molto socievole e sono orgoglioso di aver realizzato i manifesti per tre film che resteranno nella Storia. Negli ultimi anni la sua malattia e il mio lavoro in giro per il Mondo non ci avevano più fatto incontrare ma di lui conserverò sempre un ricordo vivido di un grande maestro del cinema mondiale».

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