Oltre 1300 visitatori sulla Torre Civica di Asolo a Pasqua e Pasquetta

Uno dei monumenti simbolo del borgo, inserito nel complesso del Castello della Regina Caterina Cornaro, ha recuperato il proprio valore storico di eccezionale punto d’osservazione

La Torre di Asolo

Era il 10 dicembre 2017 quando l’amministrazione comunale, nell’ottica della valorizzazione e del rilancio turistico di Asolo, riaprì un importante monumento: la Torre Civica. Di origine medioevale e parte del complesso del Castello della Regina Caterina Cornaro, è divenuta uno straordinario monumento visitabile per il proprio valore storico, architettonico ed artistico. E nel week end di Pasqua e Pasquetta,  in oltre 1.300 ne hanno raggiunto la sommità, salendone i 126 gradini. Uno dei monumenti simbolo del borgo, inserito nel complesso del Castello della Regina Caterina Cornaro, ha recuperato il proprio valore storico di eccezionale punto d’osservazione – nelle giornate limpide da essa è possibile ammirare il panorama dal Pasubio ai Colli Berici - di monumento di importante valenza storica, architettonica e artistica, e ha pure guadagnato la nuova funzione di spazio espositivo.

La Torre è entrata  a far parte parte del circuito museale asolano assieme al Museo Civico, la Rocca, l’acquedotto romano medievale La Bot e la Torre Reata. «La Torre Civica – spiega il sindaco del Comune di Asolo Mauro Migliorini - si è aperta, per la prima volta nella sua secolare storia, ai cittadini e ai turisti. Un luogo simbolo della città, internazionalmente riconosciuto, è diventuo accessibile e ad ha arrichito l'offerta turistica e culturale del Museo diffuso, qual è il centro storico. Un nuovo orizzonte per la nostra città, un traguardo raggiunto dall'amministrazione che ho il piacere di guidare. Dal 2005 ad oggi sono stati investiti 110 mila euro per rendere questo monumento usufruibile, e nel 2017 più di 40 mila. Cifre che rendono chiaro l'impegno dell'amministrazione comunale nella tutela del patrimonio pubblico e del suo immenso valore».

La Torre Civica, di origine medioevale, era una delle quattro torri da cui era circondato il Castello, assieme alla Reata, posta nell’angolo sud - est, eretta dai Carraresi e successivamente adibita a carcere, alla torre Delle Valli e alla torre Del Carro, posta nell’angolo nord - ovest, edificata dai Carraresi e decorata con le insegne della famiglia. Fu devastata in maniera importante dal terremoto del 1695 e dovette essere parzialmente ricostruita. Nel 1931 venne effettuato un rilevante intervento di restauro che interessò il Castello, la Torre Reata e la cinta muraria; seguì nel 1985 un ulteriore intervento, che interessò il Teatro all’interno del Castello e la Torre dell’Orologio, nella quale vennero adeguati degli spazi a servizio delle attività del teatro stesso. La Torre Civica è nota e riconoscibile per il grande orologio: il quadrante settecentesco, che dà il nome al monumento, è opera di Bartolomeo Ferracina (Solagna 1692 - 1777), noto costruttore di orologi e ingegnere idraulico (tra gli orologi a lui attribuiti si ricorda l’orologio per la basilica ricostruita di Sant’Antonio da Padova e la ristrutturazione dell’orologio nella torre di piazza San Marco a Venezia).

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