Passo San Boldo: compie cent'anni la strada costruita in cento giorni

Un’opera frutto di ingegno, fatica e sacrificio, anche della popolazione locale, che ricorda i fatti d’arme della Prima Guerra Mondiale e l'incredibile lavoro di chi la costruì

Foto tratta da Google Immagini

CISON DI VALMARINO Per festeggiare i cent’anni dalla costruzione della strada del Passo San Boldo che unisce il versante trevigiano a quello  bellunese, il Gruppo alpini di Tovena ha pensato, negli ultimi mesi, a una serie di importanti iniziative in programma nei prossimi giorni.

A tal fine, dopo aver ricevuto il patrocinio della Regione Veneto, gli Alpini hanno coinvolto le realtà contigue del trevigiano e del bellunese per organizzare un evento che culminerà il 24 giugno con uno speciale appuntamento presso la sede alpina sul San Boldo. Inoltre, nel pomeriggio di sabato 23 giugno, alle ore 15 presso le ex scuole elementari di Cison di Valmarino ci sarà l’inaugurazione della mostra: “La strada dei cento giorni" con foto inedite di Frantisek Frusina dall’archivio di Jan Kalser. La mostra, organizzata dalla Pro Loco di Tovena, rimarrà aperta tutti i giorni festivi sino al 31 dicembre 2018 dalle ore 10 alle 12 e dalle 14 alle 18. Alla sera alle ore 20,30 a Trichiana presso il Salone parrocchiale San Felice organizzata dal Gruppo Alpini di Trichiana, si terrà una Rassegna di Canto Corale. Parteciperanno la Corale dei Laghi di Tarzo Revine Lago, Il Coro Minimo Bellunese e il Coro Alpino Col di Lana.

Sin dall’epoca romana il Passo di San Boldo è stato uno dei valichi di comunicazione più importanti tra la pianura trevigiana e la Valbelluna, ma fino al 1800 era poco più di una mulattiera. Per agevolare il passaggio furono costruite delle passerelle e all’inizio del Novecento l'idea di una vera e propria strada cominciò a diventare realtà. Le difficoltà relative alla realizzazione del progetto erano date dagli ultimi ottocento metri verso la cima, ostruiti dalle rocce che impedivano il transito. Trecento metri di dislivello, un'insenatura con i pendii a strapiombo ed una valle larga solamente 70 metri. Solo dalla fine del febbraio del 1918, dopo Caporetto, gli austroungarici della IV armata porteranno a compimento l’opera di collegamento. Furono impiegati circa settemila operai fra militari, civili e prigionieri che riuscirono, sotto la guida del progettista colonnello Nikolau Waldmann e del direttore dei lavori Frantisek Krusina, a compiere l’impresa in appena cento giorni. Un’opera frutto di ingegno, fatica e sacrificio anche della popolazione locale che ricorda a tutti noi i fatti d’arme della Prima Guerra Mondiale. Le manifestazioni del centenario in programma per i prossimi giorni vogliono essere anche un monito affinché non si ripetano altre guerre fratricide, ma si costruisca la fraternità fra i popoli.

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