FabLab ricrea un giocattolo per un bimbo autistico grazie alle nuove stampe in 3D

Questa è solo una delle applicazioni possibili delle nuove tecnologie disponibili al FabLab UNIS&F di Treviso

Ricostruire un giocattolo da un fotogramma di un cartone animato. É la missione che un papà ha affidato a FabLab Treviso. Il suo bambino, affetto da autismo, è rimasto colpito da un camion presente nel celebre cartone animato “Toy Story”: nel film d’animazione il camion è presente solo per pochi secondi, il punto di partenza del progetto è stato proprio lo screenshot di un fotogramma che rappresentava il camion in movimento durante il cartone animato. Il genitore si è allora affidato al laboratorio di fabbricazione digitale, che fa capo ad UNIS&F, la società di servizi e formazione del Sistema Confindustriale che opera nelle province di Treviso e Pordenone. I tecnici del Lab hanno ricreato un modello tridimensionale di un camion nuovo di zecca, personalizzato secondo le preferenze del piccolo e poi gli hanno dato vita stampandolo in 3D.

“Sono venuto a conoscenza di FabLab Treviso cercando su Internet ‘scansione e stampa 3D’ - spiega il padre - Per quanto riguarda il risultato ottenuto, direi ottimo da tutti i punti di vista: sia per quanto riguarda il prodotto, il tempo e il costo. L'idea è partita dal voler soddisfare la richiesta di un ragazzo autistico che non sapeva fare richieste, ma che ha imparato a farle, grazie a un oggetto per lui motivante che non si trovava sul mercato e che per merito della disponibilità e dinamicità dei ragazzi di FabLab, si è riuscito ad avere. Il passaggio successivo di tutta questa progettazione è stato quello di aver permesso al ragazzo, grazie ai pezzi ingranditi appositamente per essere meglio maneggiati, la costruzione e l’assemblaggio dell'oggetto desiderato. Questo è il motivo per cui FabLab è stata una scoperta 'speciale' che ha aiutato e contribuito a far felice un ragazzo 'speciale'...e il suo papà”.

Grazie a scansione, modellazione e stampa 3D, sono molteplici gli oggetti realizzati nel FabLab situato in via Venzone, nel capoluogo della Marca: dalle frecce di una moto Kawasaki d’epoca, al calco in silicone alimentare di un cameo di Antonio Canova per riprodurre l’immagine in cioccolato bianco e decorare una torta “in stile neoclassico”; dalla realizzazione di parti di sassofono alleggerite, alla realizzazione di guide per interventi chirurgici per odontotecnici, alle bocchette di aspirapolvere personalizzate, alle cappe per aspiratori per un’azienda di lavorazione del tabacco, ai prototipi di nuove forme per le bottiglie di prosecco di una casa vitivinicola.

Le apparecchiature per il taglio laser, oltre alla realizzazione di manufatti vari, come arredi di interni, lampade e oggettistica varia, sono state utilizzate anche da un’artista per incidere delle nature morte su antiche tavole di legno di cedro poi esposte in una mostra. Fondato nel 2015, tra i primissimi nel Veneto, il FabLab di UNIS&F è a disposizione di chi voglia far realizzare un proprio progetto dai tecnici, ma anche di chi voglia costruire da sé degli oggetti, servendosi direttamente, dopo un’adeguata formazione, dei diversi apparecchi in dotazione, come le stampanti 3D. “Oggi conta oltre un centinaio di iscritti - spiega Sabrina Carraro, presidente di UNIS&F - Il FabLab è nato proprio come punto di aggregazione di questi nuovi creativi e artigiani digitali, i cosiddetti “makers”. Sempre più spesso varie aziende si rivolgono al Lab, non solo per la realizzazione di prototipi a costi inferiori permessi dalla stampa 3D rispetto alle modalità tradizionali, ma anche per contribuire a sviluppare veri e propri prodotti”.

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