GiOca Trevisana, svelato il gioco dell’oca dedicato a Treviso

Un percorso pensato per attraversare le bellezze della città, stampato sulla confezione de “La Pasta di Treviso”. Il ricavato della vendita della pasta sarà devoluto alla Lilt

Da oggi Treviso ha il suo gioco dell’oca. I luoghi caratteristici, le prelibatezze, gli sport tipici e le eccellenze che hanno reso la città famosa in tutto il mondo: una meraviglia per ogni casella, a tracciare un percorso che abbraccia idealmente tutto il territorio. Si chiama “GiOca Trevisana” ed è un’idea nata in quella fucina di contaminazioni che è il laboratorio di comunicazione “Il Pastificio”.

Un abbraccio al quadrato. Il packaging del gioco è infatti pensato per stipare al suo interno l’ultimo arrivato nella grande famiglia dei gioielli della città, “La Pasta di Treviso”: fungerà da confezione per i bigoi, la pasta all’uovo de “Il Pastificio”, fornita da “SoloTreviso”. «È un po’ come un ritorno alle origini - afferma Piergiorgio Paladin, founder e guida di Ideeuropee, agenzia di comunicazione integrata che insieme a “Subject832” e “Mome” anima “Il Pastificio - È un progetto che ci riporta alla storia dell’edificio di archeologia industriale che abbiamo scelto come sede, un tempo occupato dal “Premiato Pastificio A.M. Zaro”. Proprio a quella storia ci siamo ispirati per rendere il nostro omaggio alla città. Un’operazione – prosegue Paladin – che ha anche uno scopo benefico: vogliamo fare la nostra parte affinché l’informazione attorno alle malattie oncologiche si diffonda sempre più capillarmente». “GiOca Trevisana” e “La Pasta di Treviso” nascono infatti con il preciso obiettivo di raccogliere fondi da destinare alla “Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori” di Treviso, a cui andrà il ricavato della vendita (per l’acquisto rivolgersi a “Vecia Hostaria Dai Naneti”, “Osteria Arman”, “Equilibri”). Il progetto è stato realizzato da Ideeuropee in collaborazione con “Subject832”, Nicola Ferrarese, che firma le illustrazioni, e Angela Maci, a cui si deve la ricetta che dalla confezione invita a gustare al meglio la pasta. «Mi auguro che la famiglia Zaro sia felice perché abbiamo scritto un nuovo capitolo della storia della pasta di Treviso, ispirandoci alle pagine che per anni li hanno visti protagonisti» conclude Piergiorgio Paladin.

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