Benvenuta terza età: per il 91% dei trevigiani è ancora possibile innamorarsi

Per i trevigiani, la vecchiaia è sempre più un periodo di pienezza, in cui è persino possibile innamorarsi e iniziare una relazione. Fra le attività, l’81% si dedicherebbe ai propri hobby, il 70% ai viaggi, nessuno penserebbe unicamente a riposare. Le maggiori preoccupazioni? Problemi di salute (77%), ristrettezze economiche (64%) e solitudine (53%)

TREVISO Altro che declino. Per i trevigiani la terza età è sempre più un periodo di pienezza e possibilità, una fase in cui la vita ha ancora molto da offrire e dove poter realizzare progetti e sogni nel cassetto. E persino innamorarsi. Al punto che ben il 91% pensa che sia possibile, e ormai sempre più comune, iniziare una relazione autentica e soddisfacente dopo i 65 anni. È quanto emerge dall’Osservatorio di Reale Mutua dedicato al welfare.

Instaurare una relazione in età avanzata migliora la vita di chi è solo da molti punti di vista, dicono gli abitanti di Treviso: per il 57% essere in coppia è un motivo in più per mantenersi attivi e dedicarsi insieme alle passioni in comune. Ma non solo: avere un partner al proprio fianco permette anche di mantenersi in forma e prendersi cura di sé (40%) e in egual misura a combattere la solitudine (40%), inoltre dà i giusti stimoli per migliorare l’autostima (32%), facendo scoprire di poter ancora piacere.

Ma non sono solo rose. Una nuova relazione dopo i 65 anni può anche essere fonte di preoccupazioni e difficoltà: il 45% dei trevigiani vede molto complicato relazionarsi con i figli e nipoti del partner, mentre per il 40% il principale problema è quello di gravare sull’altra persona in caso di malattia. Fra le altre difficoltà, quella di dover instaurare un nuovo equilibrio nella vita di tutti i giorni (42%) e non avere più le energie per fare quello che si faceva prima (26%). Se i sentimenti non sfioriscono, sono anche molte le attività a cui gli abitanti di Treviso si dedicherebbero in questa fase, tanto che nessuno aspetterebbe la pensione unicamente per riposarsi. Il 30% penserebbe di riprendere gli studi, il 38% occuperebbe il maggior tempo libero facendo del volontariato, il 70% viaggiando e l’81% dedicandosi a hobby e passioni troppo spesso rimandati.

Che cosa può minare la serenità di questo periodo della vita? Tra i principali timori, i problemi di salute (77%), la mancanza di una rete relazionale forte, spesso causa di solitudine (58%), il calo delle forze fisiche (53%) e l’assenza di un partner (17%). Ma a preoccupare i trevigiani è anche il rischio di trovarsi con scarse disponibilità economiche (64%), tanto che solo il 4% degli abitanti di Treviso ritiene che la pensione di base sarà sufficiente. Gli altri invece penserebbero a costruirsi, nel tempo, una vecchiaia economicamente serena. Ma come? Il 66% puntando sulla previdenza complementare, il 26% investendo nel mattone e un ulteriore 25% tenendo i soldi in banca.

“Il nostro Osservatorio sul welfare, giunto alla sua seconda edizione, evidenzia come la terza età sia sempre più considerata una seconda giovinezza, da vivere pienamente coltivando interessi e senza rinunciare alle relazioni sociali” afferma Marco Mazzucco, Direttore Distribuzione Marketing e Brand di Gruppo di Reale Mutua. “Una delle maggiori preoccupazioni per questo periodo è rappresentata dalle disponibilità economiche. Per questo motivo, è importante giocare d’anticipo e costruirsi per tempo una vecchiaia serena con le opportunità offerte dalla previdenza complementare”.

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