Indagine sui trevigiani e l'uso della bici: per i cittadini si tratta di una passione pericolosa

I comportamenti più pericolosi? Andare contromano (76%) e non usare le luci (10%). Bici sempre più amata soprattutto per la sua grande comodità (34%)

Bici, che passione! Ma quando i ciclisti salgono in sella, non si è sempre felici di averci a che fare. Il vizio peggiore? Per oltre due trevigiani su tre (76%), non rispettare le norme della strada, soprattutto andando contromano, procedendo a zig-zag nel traffico o, ancora, distraendosi e parlando al cellulare. Con la possibilità, oltretutto, di mettere a rischio la sicurezza propria e degli altri. Lo rileva Sara Assicurazioni, la compagnia assicuratrice ufficiale dell’Automobile Club d’Italia e Top sponsor del Giro d’Italia 2019, nell’Osservatorio interamente dedicato, per l’occasione, al rapporto degli abitanti di Treviso con le due ruote.

Tra i comportamenti più pericolosi, anche l’abitudine di non usare fari e adeguati dispositivi di segnalazione e protezione (10%) e la tendenza a girare con un mezzo non in perfette condizioni (8%), specie con freni usurati o faretti non funzionanti. Un ulteriore 6% ritiene che sia estremamente pericolo anche il trasporto di carichi eccessivi sulle due ruote. Ma, se in sella occorre adottare un comportamento sempre responsabile, molto dipende anche dalla convivenza con gli altri utenti della strada. Qui i trevigiani hanno pochi dubbi: le più temute, per i ciclisti, sono le automobili (54%). A seguire le moto (20%) e le altre bici (14%). Minor preoccupazione sembrano destare, invece, gli animali che vagano liberi (8%) e i pedoni, spesso indisciplinati e distratti (4%). Il tema della sicurezza sulle due ruote, d’altra parte, è molto serio: solo nel 2017 in Italia sono stati 17.521 gli incidenti stradali che hanno coinvolto ciclisti, di cui 254 con esiti fatali (dati ACI/Istat), la maggior parte verificatisi su strade urbane. Per quasi un trevigiano su due (46%), inoltre, il principale pensiero legato alla bicicletta è quello di subirne il furto. Seguono il timore della propria incolumità (32%) e quello che la bici possa subire atti vandalici (20%).

Una passione green... Ma che cosa rende speciale la bicicletta? La prima ragione, a detta di oltre un trevigiano su tre (34%), è l’agilità e la comodità negli spostamenti. Seguono i benefici sul benessere individuale (22%) e il fatto che sia un mezzo ecologico(18%), che offre la possibilità di spostarsi, e percorrere brevi o lunghe distanze, senza incidere sull’ambiente.

…che fa bene anche al portafoglio. Un’altra qualità della bici che i trevigiani apprezzano è l’economicità. Il maggior risparmio che deriva dall’usare le due ruote, secondo la maggioranza dei trevigiani (56%), è la possibilità di ridurre drasticamente la spesa per la benzina e fare economia sull’uso dell’auto. Il 28% trova che il vero risparmio stia nell’acquisto e nella manutenzione del mezzo, molto più economico rispetto ad auto e motociclette, e un ulteriore 16% sostiene che qualche bella pedalata possa sostituire l’abbonamento in palestra.

Alberto Tosti, Direttore Generale di Sara Assicurazioni, commenta: “I ciclisti sono tra gli utenti più deboli della strada e quindi, parlando di due ruote, è molto importante sottolineare il tema della sicurezza. Questa naturalmente deriva da vari fattori: alcuni legati all’ambiente strada e agli aspetti infrastrutturali, come la presenza di piste ciclabili, la delimitazione di zone a traffico limitato e non solo; altri dipendono invece da un’adeguata e necessaria conoscenza di quei rischi, attenzioni e comportamenti che favoriscono una serena coesistenza tra tutti i soggetti su strada. Il Giro d’Italia è poi un’occasione favorevole per sottolineare il concetto di copertura assicurativa e l’importanza di tutelare la propria sicurezza, oltre al mezzo stesso, anche nel contesto delle nuove, e sempre più evolute, forme di mobilità condivisa come è il caso del bikesharing”.

Osservatorio Sara Assicurazioni_Treviso-2

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