"Sweet Angel", una cosplayer tutta trevigiana ai vertici nazionali e del CosTrive

Una laurea in Biotecnologie Industriali all'Università degli Studi di Padova e tanta passione per i fumetti, i cartoni animati e il cosplay: lei è la 25enne Gloria, in arte "Sweet Angel"

Sweet Angel come "Wizard" (Ph. Marco De Rizzo)

VILLORBA Cosplay è una parola macedonia formata dalla fusione della parole inglesi "costume" (costume) e "play" (gioco o interpretazione) che indica la pratica di indossare un costume che rappresenti un personaggio riconoscibile in un determinato ambito e interpretarne il modo di agire. Ai più tutto questo forse non dirà molto, ma il settore dei cosiddetti "cosplayers" è in evoluzione ormai da anni e, seppur essendo ancora considerato "di nicchia", ha un numero di appassionati in continua crescita in tutto il Mondo. E anche in Italia il cosplay ormai è stato sdoganato in tutte le sue sfacettature, tanto che alcuni tra i migliori interpreti arrivano proprio dal Belpaese e persino dal Veneto, come la 25enne trevigiana Gloria, alias "Sweet Angel". Gloria è una ragazza impegnata nel mondo del lavoro, grazie alla sua laurea in Biotecnologie Industriali all'Università degli Studi di Padova, ma è anche una giovane appassionata di fumetti, cartoni animati e videogiochi, tanto che negli anni è diventata une vera e propria icona nel mondo del cospaly italiano. Abbiamo quindi voluto intervistarla per darle l'occasione di spiegare al pubblico cosa voglia dire avere un hobby particolare come il suo.

  • Gloria, come è nata la tua passione per il cosplay? Qualcosa/qualcuno ti ha forse influenzato?

Ho iniziato a vedere i primi cosplayer online quasi per sbaglio mentre cercavo immagini da usare come sfondo del desktop del mio videogioco preferito. Da lì ho iniziato a cercarne altri restringendo la ricerca all’Italia e così sono venuta a conoscenza di fiere del fumetto in Veneto, tra le quali “Fumetti in TV” ora conosciuta come “Treviso Comic Book Festival”. Due mesi dopo ho realizzato il mio primo cosplay partecipando ad un mini raduno.

  • Qual è stato il tuo primo costume? Che ricordo ne hai?

Il mio primo cosplay è stato Tifa Lockhart da Final Fantasy VII. Un costume molto semplice, realizzato modificando normali abiti da tutti i giorni: gonna, canottiera, bretelle, scarpe e guanti. Nel 2008 non sapevo ancora cucire, creare accessori e anche le abilità a livello di make-up erano abbastanza scarse. Ricordo che non avevo usato nemmeno una parrucca e delle lenti a contatto colorate. L’esperienza mi era piaciuta, ebbi modo di fare nuove amicizie e avventurarmi in un mondo per me nuovo.

  • Come si sceglie un costume però? È necessario assomigliare al personaggio che si vuole interpretare?

Non esistono regole da seguire, ognuno può scegliere il personaggio che più gli piace. Personalmente seleziono il personaggio da interpretare basandomi sui miei gusti personali, che possono riguardare sia il carattere che la presenza scenica o l’aspetto fisico o ancora gli abiti indossati. Spazio da personaggi più bambineschi a quelli più adulti, da quelli con abiti sartoriali alle armature. Alla fine l’importante è sentirsi a proprio agio e divertirsi oltre che guardarsi allo specchio e sentirsi soddisfatti della scelta.

  • Hai o hai avuto una figura di riferimento in questo mondo? E chi sono oggi i cosplayers più conosciuti in Veneto? Sicuramente un nome che non può mancare è quello del padovano "RoboticPizza" Vesnaver, già Oro al World Cosplay Summit nel 2013 in Giappone...

Quando ho iniziato ero da sola, della mia cerchia di amici nessuno era interessato ad anime/manga o giocava a videogiochi, figuriamoci al cosplay. Come riferimento esisteva l’A.Na.Co. (Associazione Nazionale Cosplay) cioè una community dove si raccoglievano gli eventi sul territorio italiano. Ora purtroppo questa associazione si è sciolta. Ammetto che agli inizi era molto difficile, se non raro, trovare qualcuno che mi aiutasse nel creare costumi o anche solo nel reperire i materiali e stoffe, ma poi fortunatamente con gli anni la situazione è cambiata.

Per quanto riguarda i cosplayer veneti, Andrea Vesnaver è sicuramente una persona che ha raggiunto il top vincendo i Mondiali nel 2013: lui è esperto nella creazione di armature e robottoni rigidi. Altri nomi nostrani che mi sento di consigliare, non tanto per la popolarità, ma per la bravura sono:
-Marika Roncon: 2 posto al WCS (World Cosplay Summit) nel 2011. Cosplayer da tantissimi anni e con grandi abilità sartoriali
-Selaine: in coppia con Marika ai Mondiali del 2011. Stimo molto la sua originalità nelle scenette e scelte dei personaggi, oltre che abilità nel cucito
-Antonio Style: nella creazione di accessori, armi ed armature ha una precisione e cura del dettaglio maniacale, che raramente si vede in giro
-Prometheus Props: anche lui è esperto in accessori, armi, armature, robottoni. Ammiro la velocità con cui si ingegna e progetta ogni cosa, oltre che l’abilità nel saper adoperare diversi materiali
-Yuki no Hana: cosplayer attenta ai dettagli e alle piccole cose, che ricerca personaggi di nicchia e migliora sempre di più.

  • Come si è evoluto il cosplay negli ultimi anni in Italia? Ci sono più o meno appassionati rispetto ad un tempo?

Vedo il cosplay come un fenomeno esponenziale. Io ho iniziato nel 2008, ma sicuramente i cosplayer della vecchia guardia che iniziarono prima possono raccontarlo meglio. Quando cominciai era molto difficile reperire tutorial, materiali, parrucche, lenti colorate; ora basta una ricerca sui più comuni siti web e si trova di tutto. In Italia siamo pieni di fiere del fumetto, poche di veramente grandi, e molte medio-piccole: si parla anche di più eventi all’interno della stessa regione durante lo stesso weekend.

  • Qualche anno fa, insieme ad alcuni amici, hai creato il CosTrive...Ci spieghi cos'è e cosa si prefigge?

CosTrive è nato inizialmente come piccola community online per radunare i cosplayer del Triveneto e poter parlare di una vasta gamma di argomenti oltre che promuovere gli incontri tra cosplayer della zona, anche solo per una serata al bowling o un pic-nic all’aperto. Poi quando l’A.Na.Co. è morta c’era bisogno che qualcuno continuasse a gestire gli eventi in veneto. Così proposi di utilizzare il mio forum come base e punto di riferimento per il “Direttivo Veneto”. CosTrive si è evoluto molto come gruppo: siamo partiti da piccoli raduni e ora anche le altre regioni ci chiamano per gestire eventi ad esempio in Toscana e Liguria. Lo scopo di CosTrive è quello di promuovere eventi di qualità ed innovativi, portati avanti da ragazzi che lo fanno per passione e ci mettono l’anima in ogni cosa. Eventi per cosplayer organizzati da cosplayer, così da capire a fondo le esigenze.

  • Come riesci però a coordinare il "cosplay" con la vita di tutti i giorni? Un possibile aiuto immagino arrivi anche da Antonio, il tuo ragazzo, che è poi una figura di spicco di questo ambiente...

Il cosplay per me è una grande passione, quella che al momento riempie tutto il mio tempo libero, ma è appunto un hobby e non un lavoro.
Fino a quando frequentavo l’Università, quella era la mia priorità. Andavo alle fiere solo quando non avevo impegni di studio o laboratori, se un esame era molto vicino ad un evento, la priorità veniva sempre data allo studio. Anche la realizzazione dei costumi avveniva finita la sessione estiva. Il mio ragazzo mi aiuta con la parte di armature/armi, ma anche lui ha come priorità il lavoro e nel tempo libero il cosplay. Fortunatamente abbiamo trovato un equilibrio in modo da riuscire a fare tutto ottimizzando i tempi.

  • Una curiosità ora...Qual è il costo medio per realizzare un buon costume? E il tempo di realizzazione?

Il costo può andare da pochi euro, nel caso si disponga di materiali e abiti adatti in casa, specialmente se non servono lenti colorate e parrucche (ma è molto raro) a qualche centinaio di euro. C’è chi spende cifre folli per un solo costume, parliamo anche di numeri a 4 cifre, ma non è il mio caso! Per il tempo vale lo stesso discorso, se si sceglie un costume facile e si hanno buone abilità si può fare anche in giornata. Se si sceglie un costume complesso ci possono volere mesi o magari anche un anno. E’ da tener conto che il tempo su queste cose è molto relativo: una mese di lavoro intenso sul costume (8h al giorno) è differente da dieci mesi lavorando si e no un'ora al giorno sul costume. Il bello dei costumi sartoriali è che si lavora dentro casa, quindi temperatura, pioggia, umidità non influiscono sui lavori, cosa che non succede su pezzi che vanno fatti all’aperto.
Il mio costume più impegnativo (Rena) l'ho portato avanti per ben nove mesi, alternando giornate da tredici ore di lavoro a giornate con mezz’oretta o magari un mese nel mezzo senza metterci mano. La mia ultima creazione invece (Wizard) anche questa molto complessa per quelle che sono le mie capacità, è stata fatta in un mese e mezzo lavorando dalle otto alle quindici ore al giorno per rispettare la scadenza che mi ero fissata, dovendo anche presenziare alle finali europee di un gioco della Blizzard.

Quali sono invece gli attrezzi del mestiere? Di cosa necessita nel suo studio un bravo cosplayer?

Senza dubbio una macchina da cucire se come me volete occuparvi anche della parte sartoriale. Ne esistono di tutti i tipi e su tantissime fasce di prezzo. Poi serve la colla (a caldo, Attack, Vinavil, Bostik, ecc), scotch e tanta carta per fare i cartamodelli. Esistono svariati materiali, ognuno adatto a cose diverse: foam, materassino, pvc, resina, poliuretano, polistirene, worbla, cartapesta, metallo..Come attrezzi invece suggerisco dremel e flessibile, ma anche tanto buon vecchio olio di gomito con carta vetrata!

  • Per quanto riguarda gli eventi di settore in Italia: quali sono i più importanti? Quello comunemente più conosciuto è sicuramente il Lucca Comics&Games...

"Lucca Comics&Games" è l’evento più grande e famoso in Italia, credo non abbia bisogno di altre presentazioni visto che è una città intera colma di stand e padiglioni con autori e personaggi celebri. Di grosse ci sono anche fiere come Cartoomics (Milano), Romics (Roma), Comicon (Napoli). Ogni weekend c’è qualcosa in ogni regione, c’è l’imbarazzo della scelta!
 

  • Tu hai anche un canale YouTube come Sweet Angel...Per cosa lo utilizzi?

Ho un profilo su quasi ogni social. Youtube non lo uso tantissimo, ci carico video di backstage, recensioni, annunci per fiere e cose così! Per il cosplay mi trovo bene invece con Facebook, Instagram e Twitter (con nickname @miciaglo) e Deviantart che seguo molto di più!

  • A proposito di Sweet Angel, da dove arriva questo "dolce" appellativo?

Ho iniziato a navigare in rete quando avevo 12 anni e serviva un nome che non fosse il mio. A quell’età mi piaceva molto l’idea di ali bianche da angelo e quindi il primo nick che mi era saltato in mente era appunto “Sweet Angel” e da allora lì è rimasto. Se tornassi indietro probabilmente lo cambierei, ma ora è un po’ tardi e la gente mi conosce così.

  • Gloria, tu hai una sorella poco più piccola di te...Negli anni hai contagiato anche lei in questa tua passione?

Mia sorella Marina ha fatto cosplay con me tre volte ancora agli inizi, però non si è appassionata di questo mondo come me e ha smesso sul nascere. In compenso ha la passione per la fotografia e ogni tanto mi scatta qualche foto in costume.

  • Come cosplayer hai vinto diversi premi e di recente sei stata invitata anche all'estero...Ti stai prefigurando una vera e propria carriera in questo ambiente? 

Sono sempre stata una persona competitiva, ancora prima che il cosplay facesse parte della mia vita: dallo sport alla scuola ai giochi in cortile!
La competizione mi aiuta a migliorarmi e diventare più creativa. Non mi sarei mai aspettata di diventare così conosciuta in questo ambiente, nemmeno di essere invitata come ospite ad eventi Italiani ed esteri, tanto meno ad autografare foto dietro uno stand! Fare carriera nel cosplay non è il mio obiettivo, certo non mi dispiace poter guadagnare qualcosina se possibile, ma a me interessa il lavoro di tutto un altro settore (la scienza). Inoltre va messo in conto che siamo in Italia, e lavorare come “cosplayer” è molto, ma molto dura. Se invece si parla di sarta, prop-maker, figurante e promoter è già una cosa diversa, ma non lo considererei come lavoro da cosplayer fine a se stesso. Specialmente penso sia difficile arrivare a 50-60 anni facendo ancora questo come professione principale.

  • Per concludere, una domanda sorge spontanea: come siete visti oggi voi cosplayer dall'utente medio? Certamente converrai che il vostro è un hobby particolare, non comune...

Direi che lo spettro delle reazioni dell’utente medio è vago. Per fortuna la concezione di cosplay=Carnevale per bambini sta via via svanendo. Ci sarà sempre chi ci considera come ragazzini che non vogliono crescere, ma sono punti di vista come per dire il calcio che alla fine è correre dietro una palla, eppure è lo sport che va di più in Italia e non solo. Vedo sempre più gente incuriosita, che si stupisce su come realizziamo costumi complessi, elaborati e magari realizzati utilizzando materiali comuni.

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